Coronavirus: è emergenza anche sulla continuità scolastica

Bond: «con le attività didattiche sospese fino al 3 aprile (probabilmente si andrà fino a dopo Pasqua) necessario prevedere il prolungamento dell’anno scolastico fino alla fine di giugno». 

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scuola continuità scolastica

L’emergenza Coronavirus ha avuto pesanti ricadute anche sulla continuità scolastica che rimane sospesa fino al prossimo 3 aprile, con la probabilità che il fermo della didattica si prolunghi anche fino a dopo Pasqua.

«Stante il fatto che la scuola italiana già soffre, mediamente, di una efficacia largamente migliorabile in ampie zone del Paese, come dimostrano i risultati dei test Invalsi, ritengo sia necessario che il ministro all’Istruzione Lucia Azzolina inizi da subito a prevedere il prolungamento dell’anno scolastico almeno fino alla fine di giugno, con la possibilità di istituireper i mesi di maggio e di giugno lezioni anche al pomeriggio per recuperare il programma che, causa forza maggiore, non è stato possibile effettuare – afferma il deputato bellunese di Forza Italia, Dario Bond -. Credo fermamente che uno dei compiti primari dello Stato sia, oltre che assicurare la salute dei propri cittadini, anche il curare una preparazioneculturale adeguata delle persone in età scolastica, dell’obbligo e non. L’Italia non può permettersi il lusso di avere giovani con una preparazione inferiore alla media europea».

«Auspico che il ministro Azzolina dimostri piena sensibilità su quest’aspetto – prosegue Bond -, coinvolgendo da subito il personale scolastico per programmare il proseguimento dell’attività didattica fino alla fine di giugno e, magari, il suo rafforzamento nei mesi di maggio e di giugno. La preparazione culturale adeguata dei nostri giovani è una sfida che il Paese deve accettare e dimostrare di saper vincere».

Quella di Bond è una proposta di buon senso volta ad evitare che i giovani termino l’anno scolastico con vistosi buchi nella loro preparazione. Peccato che questa proposta sulla continuità scolastica sia stata travolta da critiche da tanti, troppi operatori della scuola che non gradiscono l’ipotesi di prolungare l’anno scolastico oltre la prima settimana di giugno. Probabilmente a costoro sta più a cuore la propria vacanza che la preparazione dei loro alunni.

E’ auspicabile che i critici della proposta del deputato azzurro sia solo una minoranza di irriducibili, così come è sperabile che il ministro Azzolina aderisca al più presto provvedendo ad emanare gli atti di sua competenza per consentire l’adeguata programmazione dell’ultimo scampolo dell’anno scolastico senza buchi nella preparazione degli alunni.

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