Fino a marzo traffico record al porto di Trieste

Ora si attende il calo. Bene il trasporto combinato di camion su treni e navi. 

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porto di trieste

Se viaggiare via terra nell’area balcanica è diventato sempre più difficile per merci e persone, va invece a gonfie vele il trasporto merci via nave con destinazione finale il porto di Trieste, il principale dell’Alto Adriatico e, al pari con quello di Genova, il principale scalo italiano.

Secondo Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale che sovraintende sugli scali di Trieste e Monfalcone si è in presenza di «un leggero calo nel traffico dei container, ma di una crescita nel traffico dei traghetti che fa segnare qualche punto percentuale in più rispetto a marzo 2019». Secondo D’Agostino «aver investito sul treno oggi ci da qualche possibilità in più rispetto ad altri porti. Il treno è rimasta l’unica modalità con cui le merci si muovono da un confine all’altro non potendo viaggiare su camion. La nostra rete di servizi intermodali diventa strategica e fondamentale». Inoltre, su Trieste fa riferimento anche «quel flusso camionistico, che in questo momentoapprofitta dei nostri servizi per arrivare in Paesi che sono irraggiungibili con i camion».

L’attività portuale nello scalo giuliano prosegue regolarmente e per un operatore storico come Samer & Co Shipping, dal 1919 nel porto di Trieste, che si occupa prevalentemente delle Autostrade del mare, il collegamento marittimo Turchia/Trieste ha visto numeri in crescita. Enrico Samer, amministratore delegato dell’azienda, parla di «marzo un mese quasi da record», facendo qualche cifra, con 21.902 camion trasportati a febbraio, sono diventati 22.473 a marzo, in piena crisi mondiale. Questi risultati sono dovuti, secondo Samer, «alla difficoltà del transito terrestre dei camion attraverso la penisola balcanica, che si sono riversati sull’autostrada del mare, e la richiesta di treni, mancando autisti sia turchi che europei in genere».

Quanto al prossimo futuro, i dati virano verso il calo, visto che stanno entrando in una generale fermata da Coronavirus anche i paesi di riferimento del porto giuliano: Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia. Per un paio di settimane ci sarà un drastico calo di lavoro, per poi, secondo le previsioni, riprendere rapidamente le attività.

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