Provincia di Trento, vertice tra politica e categorie economiche per superare la crisi

Le strategie del Team Economia e del Coordinamento Imprenditori per superare la crisi da Coronavirus. 

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Nuovi obiettivi e proposte per superare la crisi economica e occupazionale causata dalla pandemia al centro videoconferenza indetta dall’assessore all’economia della provincia di Trento, Achille Spinelli, tra il Team Economia e il Coordinamento provinciale imprenditori allo scopo di raccogliere le istanze, i suggerimenti, le proposte di tutti gli attori economici, rivolte sia all’emergenza immediata sia al medio-lungo periodo.

«La Provincia sta cercando di fare presto – ha detto Spinelli –. Chiediamo il vostro contributo per aiutarci a definire un quadro corretto entro il quale muoverci e individuare le linee d’azione più urgenti». Spinelli ha anche comunicato lo “sblocco” della procedura Antimafia, con conseguente immissione nel sistema trentino di quasi 18 milioni di euro per il pagamento di contributi, finanziamenti ed altre erogazioni.

A coordinare i lavori, il professor Enrico Zaninotto e il dirigente provinciale dell’Umst Enti locali, Giovanni Gardelli. Gli obiettivi della fase di emergenza Coronavirus possono essere così riassunti: garantire liquidità alle imprese, garantire un reddito minimo ai cittadini; conservare le opportunità di lavoro anche durante il periodo dell’emergenza; prepararsi alla “ripartenza”. Gli interrogativi sono innanzitutto come assicurare la ripresa in condizioni di sicurezza; come sostenere i servizi alle famiglie e alle imprese e crearne di nuovi; come utilizzare la leva degli interventi e dei lavori pubblici.

Emersi un paio di temitrasversali”, su cui tutti i partecipanti hanno convenuto: digitalizzare i processi di lavoro e semplificare le procedure burocratiche: come far sì che la Provincia di Trento “accompagni” chi ne ha diritto all’accesso alle misure nazionali; che criteri usare se si dovranno stabilire priorità temporali.

Marco Segatta, presidente del Coordinamento imprenditori e di Confartigianato Trentino, ha espresso una particolare preoccupazione per tutte le piccole attività industriali e artigianali che sono state costrette a chiudere. La prima domanda che questo mondo rivolge alla Provincia è naturalmente rivolta alle tempistiche della riapertura delle aziende. Una richiesta intermedia è quella di consentire ai titolari di entrare in azienda in assenza dei dipendenti, per cominciare a preparare la fase della ripartenza, specie nelle realtà più piccole. Bisognerà anche dare indicazioni precise sulla sicurezza nel luogo di lavoro una volta “riaperto”, e dare certezze relativamente all’accesso alle misure che verranno via via assunte dalla pubblica amministrazione.

Alcune iniziative importanti per superare la crisi sono state assunte, sia dalla provincia di Trento che dai comuni, come il congelamento degli affitti. E’ auspicabile una maggior omogeneità, come pure, fra le altre cose, una maggiore sensibilizzazione all’acquisto dei prodotti trentini. Da ultimo, “premiare” le imprese che assumono.

Accesso al credito e Confidi, sostegno alle produzioni trentine e alla domanda, difesa del lavoro e sicurezza dei lavoratori, semplificazione amministrativa, innovazione sociale e tecnologica, ed ancora, i cambiamenti che si profilano sul versante turistico, sono stati al centro anche delle proposte per superare la crisi degli altri partecipanti, fra cui il direttore di Confcommercio Trentino, Giovanni Profumo, il presidente di Confesercenti Trentino, Renato Villotti, il direttore della Federazione trentina della cooperazione, Alessandro Ceschi, il presidente dell’Associazione Albergatori, Gianni Battaiola, il presidente di Confindustria Trento, Fausto Manzana, del direttore di Confesercenti del Trentino, Aldi Cekrezi, il professor Michele Andreaus, il professor Riccardo Salomone.

Il settore del turismo in particolare ha espresso forti preoccupazioni sia per quanto riguarda le sorti delle tante imprese al momento del tutto ferme e dei lavoratoriscoperti” o che hanno già esaurito gli strumenti di tutela, sia per i cambiamenti futuri, fra cui la necessità di garantire il distanziamento sociale (con conseguente riduzione della clientela), la sanificazionedelle strutture, la patrimonializzazione.

Sono state anche toccate le ricadute indirette dell’emergenza Coronavirus, a partire dalla necessità di potenziare il lavoroda remoto, superando le strozzature e i rallentamenti che si annidano un po’ ovunque, anche nella pubblica amministrazione.

«A monte – ha ammonito in chiusura Andreaus – è necessario superare un approccio meramente settoriale e coltivare innanzitutto forti dosi di coesione. L’Italia parte già sfavorita: negli ultimi 10 anni è il Paese europeo che è cresciuto meno e ha un rapporto debito/Pil assolutamente sfavorevole, il che condiziona tutto il dibattito sugli Eurobond, ma anche l’entità degli aiuti nazionali che possono arrivare al Trentino. Per uscirne, una volta terminata la fase dell’emergenza, non possiamo replicare quanto fatto in passato. Dobbiamo avere un nuovo approccio alla gestione del sistema economico, anche trentino».

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