“Fase 2”, Kompatscher critico sul nuovo Dpcm Conte: «è troppo centralistico»

«A Roma si procede in modo centralistico mostrando scarsa fiducia nel senso di responsabilità dei cittadini». Critiche all’operato del governo BisConte anche dal Trentino.

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fase 2 Kompatscher primo colpo piccone BBT Infopoint 20
Il governatore dell'Alto Adige molto critico verso la "Fase 2" proposta dal governo BisConte.

Netta, secca e anche insolita presa di distanza dall’operato del governo centrale da parte del governo dell’Autonomia altoatesina. Il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha fissato le tappe della ripartenza delle attività economiche con nuove regole per i contatti sociali e le attività all’aperto dei cittadini.

Nonostante alcuni alleggerimenti rispetto alle restrizioni in vigore, «questi arrivano – secondo il presidente della provincia di Bolzano, Arno Kompatschertroppo tardi e in forma troppo timida. In particolare il commercio, il turismo, il settore della gastronomia e ristorazione ma anche parrucchieri ed estetisti hanno bisogno di una prospettiva per la riapertura chiara e soprattutto vicina nel tempo. Le regole, le date e le prescrizioni contenute nel nuovo decreto sono caratterizzate – secondo Kompatscher – da un approccio centralistico e burocratico,espressione di una totale assenza di fiducia da parte dello Stato nei suoi cittadini».

Una sconfessione netta verso l’operato governativo della “Fase 2” che alcuni illustri giuristi e costituzionalisti giudicano pure illegittimo in quanto un Decreto del presidente del Consiglio dei ministri non sarebbe l’atto corretto per porre in atto provvedimenti che limitano pesantemente le libertà personale e d’impresa garantite costituzionalmente.

«Nelle numerose videoconferenze che ho avuto con gli esponenti del Governo ho più volte chiesto che a livello statale per la “Fase 2fossero emanati solo criteri e linee guida. Si sarebbe dovuto lasciare alle Regioni e alle Province autonome la decisione finale su quali provvedimenti e regole adottare, sulla base delle rispettive situazioni epidemiologiche e delle specifiche esigenze dell’economia locale. Purtroppo qualche presidente delle altre Regioni ha adottato solo per pochissimo questo approccio autonomista, per poi dichiararsi d’accordo con regole dettagliate e centralizzate, probabilmente per evitare di doversi assumere direttamente la responsabilità delle decisioni» ha detto Kompatscher riferendosi implicitamente ai presidenti di tante regioni del Sud Italia allineati alla maggioranza di governo nazionale.

Il risultato è stato ora un «regolamento molto centralistico, che non rende possibile alcun provvedimento specifico per le esigenze dell’economia altoatesina. Inoltre – prosegue Kompatscher – è diventato per noi quasi impossibile programmare riaperture anticipate, anche se la situazione epidemiologica e la responsabilità dimostrata dalla popolazione le potessero consentire. Sin dall’inizio abbiamo scelto in Alto Adige un approccio basato sul senso di responsabilità dei cittadini in una società matura, mossa da volontà e obiettivi comuni. Questo approccio si è dimostrato quello giusto, anche se in questo modo non sono mancate le critiche anche a questa scelta. L’approccio romano, che presuppone cittadini quasi inabili e di conseguenza un ampio programma di controlli e monitoraggi, non rispecchia né la situazione attuale in Alto Adige il carattere stesso della nostra popolazione».

Come uscirne? Kompatscher ha attivato una serie di consultazioni per vedere se l’Autonomia locale possa avere un allargamento dei propri spazi di manovra. Anche dalla provincia di Trento, la giunta critica pesantemente l’operato del governo BisConte per la “Fase2“, con l’assicurazione di valutare tutte le possibilità di manovra consentite dall’Autonomia speciale per venire incontro alle esigenze delle categorie economiche.

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