Rifiuti Raee, cresce (+10,45%) nel 2019 la raccolta di rifiuti elettronici

Valle d'Aosta "regina" pro capite. Bene il Nord Italia. Raccolte complessivamente 343.069 tonnellate in gran parte avviate al riciclaggio. 

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erion consorzio ecolamp raee grafica

Con un incremento del 10,45% sono 343.069 le tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Raee) raccolte in Italia nel 2019, quasi 32.460 in più rispetto al 2018, la crescita migliore dal 2014 secondo il Rapporto annuale 2019 realizzato dal Centro di coordinamento Raee.

La Valle d’Aosta si conferma la più virtuosa nella raccolta pro capite (10,30 kg/ab). Nonostante il forte differenziale con il resto del Paese, migliorano anche Sud e isole (+12,76%). Migliora anche la raccolta media pro capite che si attesta a 5,68 kg per abitante (+10,68%) con 4.367 centri di raccolta comunali.

Il Rapporto evidenzia «un risultato estremamente positivo che conferma e migliora ulteriormente il trend degli ultimi anni» e presenta sul sito web (raeeitalia.it) un nuovo servizio concepito per presentare i dati attuali e storici.

Nel 2019 i Sistemi collettivi hanno gestito 194.734 ritiri di Raee, (+8,55% del 2018) una media di 16.288 movimenti mensili. I più raccolti sono i “grandi bianchi” come lavatrici e lavastoviglie mentre dall’elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici arriva il miglior incremento (+15,28%).

Il Rapporto per Bruno Rebolini, neo presidente del Centro di Coordinamento Raee, «conferma che il sistema multi-consortile italiano è un modello di riferimento a livello europeo», ricordando come «i produttori di Apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) attraverso i sistemi collettivi hanno ulteriormente incrementato i finanziamenti a disposizione dei soggetti che effettuano la raccolta, che tra premi di efficienza, fondo per lo sviluppo delle infrastrutture di raccolta e finanziamenti per la comunicazione locale e nazionale ammontano a oltre 22 milioni di euro».

Per il Rapporto annuale 2019 del Centro di Coordinamento Raee (CdC), tra i cinque raggruppamenti dei rifiuti elettronici, il vertice per incremento spetta all’elettronica di consumo e ai piccoli elettrodomestici (R4) con un +15,28% (72.609 tonnellate) anche grazie alla campagna di comunicazione promossa dal CdC negli ultimi due anni. Seguono i grandi bianchi (R2, come lavatrici e lavastoviglie) al +13,12%, i più raccolti con 115.109 tonnellate. Crescono (+11,06% e 93.432 tonnellate) anche “freddo” e “clima” (R1). Tv e monitor (R3) raggiungono 59.853 tonnellate (+0,12%). Le sorgenti luminose (R5) superano per la prima volta quota 2.000 (+5,36%).

Per quanto riguarda le aree geografiche, al Nord la raccolta di Raee cresce dell’8,77% rispetto al 2018: poco più di 186.000 tonnellate e un pro capite di 7,40 kg. Nel Centro si rileva un +12,26%, 79.525 tonnellate e un pro capite a 5,91 kg. Sud e Isole registrano la maggiore crescita (+12,76%), confermando il trend positivo del 2018: 77.377 le tonnellate raccolte e un pro capite, di 4,77 kg/ab.

Nella classifica delle regioni, la Lombardia con 64.728 tonnellate di Raee mantiene la testa del gruppo per raccolta complessiva, mentre la Valle d’Aosta nonostante un calo (-2,28%), si conferma “regina” per quella pro capite (10,30 kg/ab). Tra le migliori anche Emilia Romagna e Liguria (+14,45%), con, rispettivamente, 8,08 kg/ab e 7,62 kg/ab. La Liguria nel 2018 ha superato il Trentino Alto Adige che si era sempre distinto per avere una delle raccolte pro capite più alte.

Al Centro Italia il Lazio la più virtuosa, con 29.547 tonnellate raccolte, superando di un soffio la Toscana che resta al comando della media pro capite, con 7,87 kg/ab. Nel Sud Italia e Isole, la Campania si conferma al primo posto nella raccolta assoluta con 18.809 tonnellate ma ultima nel pro capite, dove la Sardegna è la migliore con 8,43 kg/ab (seconda a livello nazionale). Maglia nera per Puglia (3,52 kg/ab), Sicilia (3,47 kg/ab) e Campania (3,24 kg/ab), secondo il Rapporto con «dati abbondantemente al di sotto della media nazionale e lontanissimi dagli ambiziosi obiettivi imposti dall’Unione Europea».

A questo link è consultabile il Rapporto 2019 nella sua interezza.

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