Latterie Alto Adige con i magazzini di formaggi pieni causa Coronavirus

Reinalter: «il 2019 si chiude nella norma, mentre c’è un forte rallentamento tra marzo e aprile 2020».

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Quantità e prezzi stabili e un numero in leggero calo dei fornitori: l’anno lattiero 2019 è stato nella norma per la Federazione Latterie Alto Adige che ha appena diffuso il suo bilancio approvato dall’assemblea dei soci che guarda più al futuro che al passato. 

«La crisi del Coronavirus mette alla prova il nostro sistema, dobbiamo affrontare delle sfide completamente nuove, per tutti i soggetti coinvolti – dice il presidente della Federazione, Joachim Reinalter -. Speriamo soprattutto in una cosa: la lealtà della clientela locale». 

Anche nel 2019 i dati del settore lattiero-caseario altoatesino sono impressionanti. Con 399,1 milioni chilogrammi di latte di vacca, è stato consegnato alle latterie solo l’1,7% in meno rispetto al 2018, contando anche i 1,54 milioni di chilogrammi di latte di capra persino il 5,4% in più. La produzione arriva da 4.509 fornitori di latte attivi, 182 in meno all’anno precedente. 

Per gli allevatori il prezzo liquidato del latte conferito è stato di 51,20 centesimi/kg, leggermente più alto in confronto all’anno precedente. 

La crisi sanitaria da Coronavirus ha colpito gravemente il settore lattiero-caseario, impedendone l’ulteriore sviluppo. «A causa del lockdown in tutta l’Europa, i nostri mercati sono crollati – spiega Reinaltertutti tranne quelli nel territorio nazionale». 

Anche sul mercato altoatesino e italiano mancano i grandi acquirenti della gastronomia e industria alberghiera, con gravi conseguenze per la vendita del latte fresco e del formaggio da taglio. Inoltre, la vendita di formaggi nel settore alimentare al dettaglio ha subito grandi perdite. «Il nostro formaggio è da banco ed ha subito la chiusura di molti punti vendita» sottolinea Reinalter. 

La stagione turistica insolita e il calo quasi totale delle esportazioni ha causato un eccesso di offerta sui mercati: «i magazzini di formaggi nei caseifici sono pieni e il latte deve essere trasformato in prodotti con una resa minore – afferma Reinalter -. Questo è anche il motivo per cui speriamo che i consumi aumentino presto».

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