Sgarbi definisce «grande chiavatore» l’assessore altoatesino Bessone e scoppia la polemica

Il critico d’arte scambia la battuta con l’assessore provinciale all’edilizia e l’esponente verde ne monta un caso politico con tanto di interrogazione ufficiale. Bessone: «tempo sprecato per fare gossip». Lunga e dettagliata controdeduzione video di Sgarbi.

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Da sx, Brigitte Foppa, Vittorio Sgarbi, Massimo Bessone.

Galeotta fu una battuta di un personaggio noto per andare spesso sopra le righe, spesso anche oltre quell’ipocrita moda del politicamente corretto, richiamando una tradizione che rischia di andare desueta del direpane al pane” e pazienza se qualche anima candida (che, però, sotto sotto avrebbe bisogno di una bella candeggiata) se ne ha a risentire: Vittorio Sgarbi, per aver definito amichevolmente «grande chiavatore» l’assessore provinciale all’edilizia della provincia di Bolzano, il leghista Massimo Bessone, s’è buscato una piccata interrogazione da parte dell’esponente verde Brigitte Foppa, cui lo stesso Bessone e Sgarbi non hanno mancato di rispondere.

L’eroina dell’ambientalismo altoatesino ha intitolato l’interrogazione al Consiglio provinciale di Bolzano «Bessone il chiavatore», chiedendo lumi allo stesso Bessone sull’affermazione sgarbiana, sottolineando anche se «sia accettabile per la Giunta avere un assessore che si lascia definire in pubblicogrande chiavatore”? L’assessore Bessone ha intenzione di distanziarsi da tali dichiarazioni?». Domande ficcanti e d’importanza capitale che hanno avuto una notevole eco anche sulla stampa nazionale.

Domande cui sia Bessone che Sgarbi hanno risposto, il primo nella formula istituzionale sollevata dall’interrogante, il secondo con un video postato su facebook che merita di essere visto (questo il link).

Nella sua risposta, Bessone afferma che «la battuta da Lei curiosamente citata più volte in pubblico, sui mass media e in questa interrogazione non l’ho fatta io, ma l’ho subita. Quindi se Lei, consigliera Foppa, vuole saperne di più, deve interrogare non me, ma chi le parole le ha pronunciate. Io non sono responsabile di dichiarazioni e battute che gli altri fanno su di me

Rispetto a chi ha profferito la battuta galeotta, Bessone afferma che «l’onorevole Vittorio Sgarbi ha fatto la battuta, a cui Lei si riferisce, fuori da un bar, in un contesto ufficioso e scherzoso, Lei invece, con questa interrogazione, si è servita del Consiglio provinciale, abusando di uno strumento istituzionale unicamente con l’intento di denigrare un collega politico e con lo scopo di farsi pubblicità gratuita. Ritengo questo Suo comportamento molto grave! Le chiedo dunque, in futuro, di fare le Sue considerazioni con espressioni attinenti alla sfera sessuale delle persone in un contesto ufficioso e non in Consiglio provinciale, ridicolizzando l’attività di questa importante istituzione agli occhi di un intero Paese e facendo credere che in Alto Adige, soprattutto in un momento di sofferenza come questo che le persone stanno vivendo, non si abbiano problemi o tematiche d’altro genere da trattare». 

Quanto all’indignazione della consigliere ambientalista, Bessone rigira sulla Foppa l’accusa sessista: «dice di ritenersi indignata per quella frase, da Lei reputata sbagliata, sessista e volgare, ma ciò nonostante continua, addirittura a distanza di più di tre settimane dalla pubblicazione del video citato, ad associarla alla mia persona, intitolandone addirittura un’interrogazione istituzionale, andando così, soprattutto come donna, ad offendere mia moglie, mio figlio e altre donne che con il sottoscritto quotidianamente collaborano nella pubblica amministrazione». 

Dopo avere minuziosamente descritto il contesto un cui il presunto fattaccio si sarebbe verificato, da cui si capisce chiaramente che chi ha stilato l’interrogazione abbia null’altro che pestato una buccia di banana, Bessone tira la stilettata finale: «vorrei sottolineare che è irrispettoso verso i cittadini far perdere tempo al sottoscritto ed alle istituzioni per rispondere ad un’interrogazione scritta che ha come oggetto: “Bessone il chiavatoredistogliendo da funzioni amministrative importanti, in un momento difficile come quello della pandemia, in cui le persone sono in cassa integrazione, non arrivano a fine mese, o peggio si ammalano o muoiono. Concludo, con un po’ di ironia, autocompiacendomi per il mio operato amministrativo, perché se le Sue critiche politiche sono queste, è indice che io lavori bene». 

Che dire? Sarebbe interessante sapere quanto tempo la macchina della giunta provinciale altoatesina ha speso per rispondere doverosamente ad un atto istituzionale di così alta rilevanza politica e pregno di fatti di interesse pubblico. Non è dato sapere se l’assessore Bessone sia un «grande chiavatore» (ma se anche fosse, ne saremmo ben lieti per lui, specie in un periodo storico dove la copula tra maschi e femmine è sempre più esorcizzata a favore di più innovative pratiche carnali), ma sicuramente è certo che la voglia di pruderie e di gossip di chi ha vergato l’interrogazione è degna della massima condanna pubblica.

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