Bilancio dell’euroregione “Senza Confini” nella sessione europea

Seduta della V Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Kaiser: «tre regioni unite sono vero cuore Europa». Zanin: «ascoltare la voce del territorio e collaborare oltre i confini».

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euroregione “Senza Confini”

Nella seduta a Udine, la V Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia si è riunita per la Sessione europea con gli interventi di numerosi esponenti dell’euroregioneSenza Confini” e del mondo dell’economia.

«Questa giornata costituisce un segnale udibile e visibile dell’ottima cooperazione transfrontaliera esistente. Carinzia, Friuli Venezia Giulia e Veneto, uniti più che mai, costituiscono il vero cuore dell’Europa e, anche in qualità di presidente del Gect EuroregioneSenza Confini”, mi impegnerò per continuare anche in futuro a garantire questo altissimo livello di qualità nei rapporti e nelle azioni condivise» ha detto il governatore della Carinzia, Peter Kaiser, ospite in videoconferenza dei lavori della Sessione europea. 

In apertura, sono intervenuti il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, e l’assessore regionale a lavoro, formazione, istruzione, università e ricerca, Alessia Rosolen. Zanin ha sottolineato la ferma volontà che questo appuntamento «non rimanga solo un’iniziativa di routine, per quanto importante, ma che costituisca un passo decisivo per rendere sempre più incalzante il processo partecipativo nella fase di realizzazione delle leggi europee. La Regione ha ora una rappresentanza senza precedenti a Bruxelles, caratterizzata da tre europarlamentari, ma anche la doppia presenza nel Comitato delle Regioni del governatore regionale, Massimiliano Fedriga, e del presidente dell’Assemblea legislativa».

«Per essere proattivi – ha proseguito Zanin – bisogna sentire la voce del territorio prima che, martedì prossimo, il risultato di tutti questi incontri approdi in Aula sotto forma di risoluzione. Con queste riunioni, infatti, c’è davvero la possibilità di dire ma anche di incidere. Sarà così se davvero riusciremo a diventare un Sistema. Esiste, infatti, la possibilità di disegnare una nuova Europa e io propongo di disegnare insieme anche un nuovo Friuli Venezia Giulia attraverso un nuovo rapporto con l’Ue del fare e non della banconota a vantaggio delle future generazioni».

Rosolen ha evidenziato l’importanza «della presenza in sala di tanti rappresentanti di pubblico interesse. Il capitale umano è il fattore al quale l’Unione europea dovrà destinare molte risorse previste dalla prossima programmazione comunitaria per garantire la competitività con il resto del mondo. Gli ultimi mesi hanno messo in discussione tutte le linee di programmazione e sarà necessario capire che i fondi europei sono un mezzo e non un fine complementare rispetto a quelli nazionali e regionali».

«Troppo spesso emerge la competitività tra territori, ma la sfida importante – ha ricordato Rosolen – si gioca ben al di fuori dei suoi confini e verso il mondo esterno. A differenza del 1976, quando un’iniezione di denaro importante aveva permesso lo sviluppo economico e strategico, questa volta dovremo ripeterci sapendo però che i fondi disponibili non saranno più così importanti. Più difficile ancora capire i settori strategici sui quali investire, comprese le linee guida e i fattori di competitività sui quali mettere le risorse». Secondo l’assessore, i punti cruciali potranno essere costituiti da «una reale competitività con il resto del mondo, un’economia al servizio delle persone, sostenibilità e formazione permanente con il capitale umano al centro di tutte le politiche».

«Per la Carinzia – ha invece evidenziato Kaiser – è molto importante la collaborazione con Italia e Slovenia, non solo a livello di Euroregione “Senza Confini”. Esiste una grande stima reciproca con il Friuli Venezia Giulia e Veneto per una sinergia che deve andare oltre i confini regionali e nazionali, assumendo grande importanza anche a livello europeo».

«Molti programmi congiunti – ha ricordato Kaiser – non si sono arrestati neppure davanti alla pandemia e ciò significa che queste tre regioni hanno saputo lavorare bene. L’obiettivo principale è costituito dalla sostenibilità e, sulla base dei grandi interessi comuni, anche i rapporti con tutti i portatori di pubblico interesse si sono rivelati ottimali per affrontare i momenti di crisi e gettare le basi anche per il futuro. Un grande ringraziamento – ha voluto aggiungere Kaiser a fine intervento – va alla Protezione civile regionale per i contatti quotidiani e la collaborazione nelle giornate più difficili».

La seduta è poi proseguita con i rappresentanti di realtà portatrici di interesse riguardo le ripercussioni sul Friuli Venezia Giulia dei rapporti tra Italia e Ue. Per il direttore dell’Aeroporto Fvg, Marco Consalvo, «gran parte degli aeroporti italiani stanno riaprendo ed esistono iniziative a livello comunitario che possono accelerare la ripresa del settore. La Regione costituisce uno snodo importante per tutte le modalità di trasporto in virtù della sua posizione geografica e l’intermodalità deve diventare tema di rilievo assoluto per una piena valorizzazione».

Alberto Cozzi (Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale) ha evidenziato «l’importanza di due temi come quelli della legislazione e dei finanziamenti. Il porto di Trieste ha investito molto sulla digitalizzazione anche grazie ai fondi europei, chiaro esempio di come le nuove tecnologie possano supportare le infrastrutture esistenti». In tale circostanza, Zanin ha voluto manifestare la solidarietà del Consiglio regionale nei confronti di Zeno D’Agostino, recentemente rimosso dall’incarico a seguito di una discutibile decisione dell’Anac ora posta al vaglio del Tar del Lazio.

Sul fronte delle eccellenze accademiche e scientifiche regionali, invece, sono stati evidenziati gli straordinari risultati ottenuti sul piano della ricerca e dall’attrattività nei confronti degli studenti di tutto il mondo, rivendicando però necessità di carattere finanziario ed esaltando l’importanza del sistema della formazione. Nell’ordine, hanno preso la parola il pro rettore vicario dell’Università degli studi di Trieste, Valter Sergo, il magnifico rettore dell’Università degli studi di Udine, Roberto Pinton, il docente del Centro internazionale di Fisica teorica (Ictp), Abdelkrim Aoudia, il direttore per l’internazionalizzazione della Scuola superiore di studi avanzati (Sissa), Mathew Diamond, e il direttore generale dell’Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale (Ogs), Paola Del Negro.

La sequenza è stata chiusa delle parole del senior advisor del direttore generale del Centro di Ingegneria genetica e Biologia (Icgeb), Luciana Zanier, e del vice direttore generale di Area Science Park, Stephen Taylor, che ha sottolineato come sia importante «dare un segnale che la ricerca non mira a risolvere un problema già domani, ma che gli studi di anni e anni or sono aiutano a risolvere i problemi attuali. Serve la valorizzazione dei risultati della ricerca e dell’innovazione da trasportare verso il mondo produttivo e l’industria con la logistica della conoscenza». 

Le audizioni legate al settore delle imprese e dell’industria, invece, sono state aperte dal capogruppo Trasporti e Logistica di Confindustria Udine, Massimo Masotti, che ha invitato «a eliminare il vento antieuropeista ma anche a diventare partecipanti e non solo spettatori sulla scena europea. A questo proposito è necessario potenziare il coordinamento tra la Regione e gli uffici di Bruxelles».

Alberto Marchiori (Confcommercio-Imprese per l’Italia Fvg) ha stigmatizzato il fatto che «qualcuno ha preso i fondi europei come una diligenza da assaltare, senza tuttavia avere programmi e progetti chiari da portare avanti. Questo è invece il momento per cambiare radicalmente l’Europa e non di battere i pugni. Serve un Parlamento legislatore e la capacità degli Stati membri di creare strategie e portare a casa i risultati. Bisogna fare squadra a livello di territorio ma anche sul fronte nazionale».

Giancarlo Carena, presidente della Confederazione nazionale artigianato e piccola e media impresa (Cna), ha chiesto «investimenti sulla persona e lotta alla povertà, perché la mancanza di uguaglianza incide sui consumi. Esiste ancora una frattura importante tra i mondi dell’impresa e del welfare». 

Il segretario generale di Confcooperative Friuli Venezia Giulia, Nicola Galluà, ha evidenziato «l’importanza della formazione professionale continua, perché i giovani sono investimento per il futuro davanti a un’Europa chiusa in sé stessa». Il comparto è stato chiuso dagli interventi di Gaetano Zanutti (Legacoop Fvg) e Hélène Hotellier (Federdistribuzione), mentre Gianluca Madriz (Cciaa Vg) ha esortato «ad armonizzare la fascia di confine: non chiediamo vantaggi, ma solo l’armonizzazione del territorio».

Il mondo agricolo è stato infine rappresentato da Danilo Merz (direttore generale di Coldiretti Fvg) che ha auspicato «che la dotazione finanziaria sulla politica agricola comunitaria sia congrua. Andrebbero introdotti nuovi parametri e la necessaria sicurezza sui prodotti, oltre a una forte opera di sburocratizzazione» e dal presidente di Confagricoltura Friuli Venezia Giulia, Philip Thurn Valsassina, che ha definito i suoi associati come «i primi alleati con il green deal: di fatto, da noi l’economia green già esiste».

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