Banca d’Italia, crollo del Pil in Trentino Alto Adige

Export giù del 10%. Pil in calo del 7% in Alto Adige, del 10% in Trentino. 

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Il post Coronavirus in Trentino Alto Adige, secondo l’analisi sui territori realizzata dalla Banca d’Italia, avrà pesanti ripercussioni sull’economia locale in termini di crollo del Pil, con effetti molto più gravi in Trentino (-10% del Pil locale) rispetto all’Alto Adige (-7% del Pil) anche a causa della diversa capacità di governo della crisi da parte dei due governi dell’Autonomia speciale, con la provincia di Bolzano molto più rapida nel reagire nel supportare l’economia locale rispetto a quella di Trento.

Nell’analisi «L’economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano», prodotta dai ricercatori delle filiali di Trento e di Bolzano della Banca d’Italia sotto la guida di Antonio Accetturo, evidenza ulteriori crolli del Pil delle due provincie che arrivano al post Coronavirus con un’economia in frenata (Pil 2019 della Provincia di Trento +0,1%; Bolzano +0,4%). 

Il blocco dell’attività manifatturiera durante la crisi pandemica ha interessato circa 1.800 aziende trentine e 1.600 altoatesine, interessando poco più del 35% del valore aggiunto dell’industria in entrambe le province, contro il 43% registrato in Italia. 

Previsione di forte calo della domanda, sia interna sia estera: l’export è stimato in calo di oltre il 10% per entrami i territori provinciali, con maggiori conseguenze soprattutto per il comparto turistico, con l’azzeramento delle presenze di marzo e aprile (-25% rispetto al 2019). L’andamento della stagione estiva, che pesa per oltre il 60% delle presenze annuali, sarà capitale per tutta l’economia regionale: un’estate anche leggermente positiva potrebbe attenuare il calo previsto, una negativa, aggravarlo. 

A livello manifatturiero la situazione è migliore in quanto il sistema sta affrontando il post Coronavirus in presenza di un aumento della redditività e della patrimonializzazione delle aziende, con un calo generalizzato dell’indebitamento. Circa un terzo delle aziende altoatesine ha aumentato la necessità di liquidità causa il blocco dell’attività, mentre in Trentino la situazione è leggermente migliore (circa il 25% delle aziende). Si è registrata l’accelerazione dei prestiti alle imprese nei primi tre mesi del 2020: +3,5% in Alto Adige, +4,3% in Trentino. 

Il crollo del Pil locale avrà pesanti riflessi sull’occupazione che arriva da un 2019 già in rallentamento, con la crescita molto limitata (+0,4%) in Trentino e dell’1% in Alto Adige, mentre il 2020, nei mesi di marzo e aprile, ha già registrato la perdita di quasi 16.000 posti di lavoro a Bolzano e più di 10.000 a Trento causate soprattutto da mancati rinnovi di contratti in scadenza o da mancate assunzioni. Esplose le ore di cassa integrazione usate, che hanno già superato quelle del 2009: 6,4 milioni in Trentino, 8,6 milioni in Alto Adige. 

L’analisi della Banca d’Italia si sofferma anche sulle condizioni finanziarie delle famiglie che rimangono solide. In base a stime aggiornate al 2018, la ricchezza delle famiglie risultava pari a circa 10 volte il reddito disponibile ed è aumentata leggermente dal 2008 nella componente reale e finanziaria. Stabile l’indebitamento delle famiglie, che rimane basso nel confronto internazionale. Forte frenata a marzo 2020 del credito al consumo: -9,4% in Trentino, -7,4% Alto Adige.

Buona la situazione creditizia a livello locale: nel 2019 il flusso di nuovi prestiti deteriorati in rapporto al totale dei crediti all’economia si è collocato su livelli inferiori all’1% in entrambe le province. In miglioramento, nel 2019, anche i tassi di copertura dei crediti deteriorati, tali da consentire alle banche di affrontare la crisi partendo da una situazione più solida. 

La crisi da Coronavirus hanno avuto effetti pensanti anche sui bilanci degli enti locali: i comuni trentini hanno avuto circa 22 milioni di entrate in meno, contro i 52 milioni in meno di quelli altoatesini. Le province di Trento e Bolzano per fronteggiare la crisi hanno movimentato direttamente rispettivamente 150 e 235 milioni di euro, anche complice la decisione di Bolzano di autorizzare un debito pari al previsto assestamento di bilancio estivo già in sede di approvazione del documento previsionale. 

Infine uno sguardo sulle aspettative a medio termine: le province di Trento e di Bolzano si basano su un pregresso di crescita, tra il 2007 e il 2019, superiore alla media nazionale, ma inferiore alle regioni simili europee. A legare la massima potenzialità di crescita dell’economia locale il peso della burocrazia e il calo degli investimenti, cui bisogna aggiungere la scarsità crescente di manodopera qualificata (problema più forte in Alto Adige rispetto al Trentino), con entrambe le realtà che risentono negativamente del progressivo invecchiamento della popolazione, tali da rendere necessario l’attuazione in entrambe le province di politiche a sostegno della natalità.

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