E’ legge l’obbligo per le concessioni idroelettriche di erogare gratuitamente energia alla Regione

Bottacin: «per ogni kW di potenza nominale media di concessione dovranno essere erogati alla Regione 220 kWh di energia elettrica che sarà utilizzata per assicurare i servizi pubblici».

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Con il passaggio finale in aula consiliare, è diventata a tutti gli effetti legge  sulle concessioni idroelettriche, promossa dall’assessore alla difesa del suolo della regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, intitolata “Prime disposizioni in materia di grandi derivazioni ad uso idroelettrico”.

Dopo l’approvazione in sede redigente da parte della Commissione consiliare competente, avvenuta nelle scorse settimane, il Consiglio Regionale ha votato a maggioranza (30 a favore, 12 astenuti e 2 contrari) il testo definitivo della normativa.

«E’ una svolta epocale – afferma Bottacin – perché con questa legge viene sancito l’obbligo per i titolari di grandi concessioni idroelettriche di fornire ogni anno a titolo gratuito alla Regione 220 kWh di energia elettrica per ogni kW di potenza nominale media di concessione».

Risorse importanti, quantificabili in diversi milioni di euro, che potranno essere destinate al territorio per coprire specifiche necessità. La legge infatti prevede la fornitura di energia, ma anche, su eventuale indicazione della Giunta regionale, la possibilità di monetizzare il valore equivalente di tale energia.

«Si tratta di sostegni finanziari preziosi – sottolinea Bottacin – che saranno dedicati a servizi pubblici e a specifiche categorie di utenti dei territori provinciali interessati dalle derivazioni». Nell’individuazione delle tipologie di servizi pubblici sarà data priorità ai servizi sanitari, assistenziali, scolastici, ambientali, di protezione civile, ma anche al trasporto pubblico locale, allo sport e ad attività ricreative.

Inoltre, in relazione alla specificità di ciascun territorio provinciale ai sensi dell’articolo 15 dello Statuto, l’individuazione delle tipologie di servizi pubblici e le categorie di utenti da finanziare con l’energia gratuita sarà decisa insieme alle province in relazione alla percentuale di energia attribuita al rispettivo territorio.

«La Regione dimostra di valorizzare le specificità territoriali, che potranno quindi in autonomia gestire le risorse derivanti dall’energia a seconda delle peculiarità delle singole province. Con questa legge possiamo, infatti, parlare di prima vera autonomia applicata – afferma Bottacin -. Grazie anche alla riforma del Decreto Legislativo 79 del 1999, ottenuta nel 2019 su iniziativa dell’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti, che prevede il passaggio di opere, centrali, dighe e impianti alla Regione una volta scadute le concessioni idroelettriche il territorio si appropria, come già succede da decenni per il Trentino Alto Adige, di una piena autonomia in materia. Un primo ma fondamentale traguardo di autonomia realizzata, come hanno chiesto oltre due milioni di veneti con il referendum sull’autonomia. Veneti che tuttavia restano in attesa anche di tutte le altre materie che lo Stato dovrebbe, ma continua a non trasferire».

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