Generali e Cattolica annunciano avvio di un’alleanza strategica nelle assicurazioni

La compagnia del Leone entra nella mutua veronese sottoscrivendo l’aumento di capitale da 300 milioni (con facoltà di aggiungerne altri 200) con la condizione di trasformazione in società per azioni della cooperativa.

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Cattolica Assicurazioni

A Verona si chiude un’epoca con la trasformazione di Cattolica Assicurazione da mutua in società per azioni e con l’entrata di Generali nel suo capitale sociale con una quota del 25% circa.

Il consiglio di amministrazione di Assicurazioni Generali, riunitosi sotto la presidenza di Gabriele Galateri di Genola, e il consiglio di amministrazione di Cattolica, riunitosi sotto la presidenza di Paolo Bedoni, hanno approvato l’avvio di una collaborazione strategica tra il Gruppo Generali e il Gruppo Cattolica. 

Secondo il comunicato stampa congiunto diffuso dalle sue società, l’alleanza strategica si fonda su tre pilastri: accordi industriali e commerciali; aumento di capitale; forma giuridica e gestione. Per quanto riguarda gli accordi industriali e commerciali saranno in grado di generare opportunità e benefici diretti immediati per i due gruppi su quattro aree strategiche di business: asset management, internet of things, business salute e riassicurazione. L’esecuzione di tali accordi è necessaria per la realizzazione dell’alleanza strategica. 

In merito all’aumento di capitale vi è l’impegno di Generali a sottoscrivere un aumento di capitale, con esclusione del diritto d’opzione, per un ammontare pari a 300 milioni di euro, subordinatamente all’approvazione della trasformazione in Spa e a talune modifiche statutarie relative alla gestione di Cattolica. Generali ne diventerebbe azionista rilevante con una partecipazione del 24,4%. L’aumento di capitale riservato a Generali prevede l’emissione di 54.054 milioni di azioni di Cattolica ad un prezzo di emissione per azione pari a 5,55 euro. Generali avrà inoltre la facoltà di sottoscrivere pro quota il successivo aumento di capitale in opzione per tutti gli azionisti per un ulteriore controvalore massimo pari a 200 milioni di euro. 

In merito alla forma giuridica e gestione, l’accordo prevede che la trasformazione di Cattolica da cooperativa a società per azioni, con effetto dal primo aprile 2021, e l’adozione di modifiche statutarie a tutela dell’investimento (in vigore sino alla data di efficacia della trasformazione) costituiscano condizioni sospensive per l’ingresso di Generali nel capitale di Cattolica come azionista rilevante. 

L’alleanza prevede quattro iniziative industriali che rappresentano importanti opportunità di crescita profittevole sui servizi ai clienti del segmento danni e nel comparto asset management, facendo leva sulle competenze e capacità di Generali nella gestione degli investimenti, nell’innovazione digitale e nei servizi salute e consentendo a Cattolica di ampliare e migliorare l’offerta alla propria clientela con nuovi e innovativi servizi accessori. 

In particolare, gli accordi che hanno durata pluriennale prevedono la gestione da parte di Generali Asset Management di parte del portafoglio investimenti di Cattolica volta all’incremento dell’efficienza, facendo leva sulle competenze ed expertise specialistiche; l’offerta da parte di Generali ai clienti di Cattolica dell’innovativa piattaforma Iot sviluppata da Generali Jeniot per lo sviluppo del business telematico auto, casa, pet e imprese; l’estensione alla clientela di Cattolica dei servizi innovativi di Generali Welion in ambito salute, attualmente non offerti da Cattolica, e l’esternalizzazione di parte dei servizi di liquidazione e assistenza da parte di Cattolica sempre a Generali Welion; un accordo di collaborazione tra Cattolica e Generali, con Generali principale partner in relazione ad una quota dei rischi da riassicurare. 

Nei dettagli, è previsto che il consiglio di amministrazione di Cattolica convochi l’assemblea straordinaria, da tenersi entro il 31 luglio, per la deliberazione di trasformazione della società in Spa ed il conseguente cambio di statuto. Entro la data del 15 luglio il consiglio di amministrazione di Cattolica approverà la prima tranche dell’aumento di capitale (per 300 milioni di euro) riservato a Generali con le nuove azioni emesse al succitato prezzo di euro 5,55 per azione, cui seguirà la seconda tranche dell’aumento (per 200 milioni di euro) in opzione. 

La sottoscrizione dell’aumento di capitale riservato è subordinato all’approvazione della trasformazione di Cattolica in Spa (con efficacia differita al primo aprile 2021); l’ottenimento di tutte le autorizzazioni e/o consensi necessari dalle competenti autorità e previa adozione da parte di Cattolica stessa di talune modifiche statutarie volte a tutelare i diritti di Generali dal momento della sottoscrizione dell’aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione fino alla data di efficacia della trasformazione. Tali modifiche includono il diritto di veto di Generali nell’assemblea dei soci e nel consiglio di amministrazione in relazione a determinate materie rilevanti a tutela degli interessi finanziari di Generali come investitore e socio di Cattolica, nonché la nomina di tre membri del consiglio di amministrazione.

«La partnership strategica con Cattolica è un’opportunità unica, oggi in Italia, di crescita profittevole nell’asset management e nei servizi innovativi ai clienti danni, pilastri della nostra strategia Partner di Vita 2021 – commenta Marco Sesana, Country Manager and Ceo di Generali Italia e Global business Lines -. Ci permette di estendere i nostri servizi sulla salute e la telematica, grazie alle piattaforme innovative di Generali Welion e Generali Jeniot agli oltre 3,5 milioni di clienti di Cattolica. Il nostro ingresso come azionista rilevante coglie l’opportunità di partecipare al rafforzamento patrimoniale e alla trasformazione in Spa di Cattolica». 

Da parte di Cattolica Assicuzazioni, il presidente Paolo Bedoni e il direttore generale Carlo Ferraresi hanno sottolineato che «la partnership strategica con il Gruppo Generali rappresenta un progetto rilevante nella storia di Cattolica che, con l’obiettivo di preservare la centralità del territorio, dei clienti e dei dipendenti, offre una importante opportunità di creazione di valore per i soci e azionisti. Infatti, attraverso questo accordo il Gruppo Cattolica potrà beneficiare per i suoi clienti di nuovi ed innovativi servizi del Gruppo Generali e potrà rafforzare la propria posizione di capitale».

In una lettera rivolta ai dipendenti di Cattolica, Ferraresi afferma che «Cattolica, come vi ho ribadito recentemente e come sottolineato dalla conferma del rating da parte di S&P, è solida nei suoi fondamentali industriali e finanziari, ma ha subito temporanei contraccolpi sull’indice di solvibilità causati dalla forte esposizione sul Vita e dall’andamento altalenante dello spread sui titoli di Stato», sottolineando che la richiesta di un aumento di capitale da 500 milioni da parte di Ivass ha spinto il management a cercare le strade migliori per «assicurare l’autonomia e la crescita di Cattolica, individuando in breve tempo l’investitore o gli investitori che garantissero il miglior futuro della compagnia nell’ottica di rispettarne i valori, le peculiarità industriali e il radicamento nel territorio». 

Intanto, alla chiusura della seduta di Borsa a Milano Cattolica è stata quotata con un rialzo del 38,1% a 4,98 euro per azione.

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