Difficile avvio del turismo in Italia con il costo dei carburanti alle stelle

Il Belpaese svetta per il costo del gasolio e della benzina per l’eccessivo peso fiscale. Codacons: «al netto delle tasse, il prezzo industriale dei carburanti è inferiore alla media europea».

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costo dei carburanti prezzo del gasolio tra Italia e Germania

Mentre qualcuno sogna la rivoluzione elettrica della mobilità in presenza di automobili che costano ancora il doppio (al netto degli incentivi pubblici) di un modello con un tradizionale motore termico, la carenza di punti di ricarica diffusi, la mobilità avviene ancora grazie a veicoli che utilizzano benzina o gasolio per funzionare in un contesto che vede l’Italia nelle posizioni di testa del costo dei carburanti. Una situazione non proprio entusiasmante, specie durante una stagione turistica che si preannuncia difficile, con i turisti stranieri che prediligono sempre più mete più convenienti, dove il fattore costo del viaggio non è affatto trascurabile.

I ritocchi ai listini di benzina e gasolio registrati in Italia nelle ultime settimane portano di nuovo l’Italia ai vertici della classifica europea del costo dei carburanti. Lo afferma il Codacons, che ha rielaborato i dati forniti dalla Commissione Europea relativi all’andamento dei prezzi alla pompa in tutta l’Ue nell’ultima settimana.

«L’Italia si piazza al secondo posto della classifica dei paesi europei dove il gasolio costa di più – denuncia il presidente Carlo Rienzi –. Con una media ai distributori di 1,285 euro/litro, il Belpaese si colloca in seconda posizione, preceduto solo dalla Svezia (1,359 euro/litro). Non va meglio sul fronte della benzina: con un prezzo medio alla pompa di 1,399 euro, l’Italia è al IV posto in Europa, dietro Paesi Bassi, Danimarca e Grecia».

Rispetto alla media Ue la benzina costa in Italia l’11% in più, mentre per il gasolio gli italiani spendono addirittura il 14% in più. Una differenza, quella tra i listini italiani ed europei, determinata dall’elevata tassazione che vige sul costo dei carburanti italiani, «che raggiunge il 70% su ogni litro di carburante venduto in Italia – evidenzia il Codacons -. Basti pensare che al netto di Iva e accise benzina e gasolio costano nel nostro paese addirittura meno della media europea (0,418 euro/litro la verde e 0,436 il gasolio contro una media Ue rispettivamente di 0,432 euro e 0,452 euro)».costo dei carburanti

Più che lanciare improbabili e cervellotici bonus vacanze, il governo italiano avrebbe fatto meglio a lanciare una drastica campagna di riduzione del prezzo dei carburanti, portandoli ai livelli medi europei o anche sotto, tale da incentivare la mobilità che, in epoca di b, vede l’automobile privata protagonista indiscussa, anche per gli arrivi dai paesi europei. Magari accompagnata pure ad una rimodulazione dell’Iva vigente sui servizi alberghieri e ristorativi, visto che quella nazionale è decisamente superiore rispetto a tutti i paesi turistici concorrenti. Ne avrebbe guadagnato tutto il sistema: dalla maggiore competitività delle aziende della filiera turistica e pure la filiera petrolifera, oggi in pesante crisi per la diminuzione dei consumi, con effetti benefici anche sul gettito tributario. 

Ma quando la logica e la semplicità cozza contro i paraocchi dell’ideologia, tutto diventa terribilmente complicato e, di fatto, irrealizzabile.

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