Sondaggio Ixè: si ferma la flessione della Lega di Salvini

Solo 2 punti dividono Lega (23,9%) e Pd (22%). Arretramento per M5s, limature FdI e FI. Bond: «la trasformazione nazionale della Lega sta allontanando la base dal suo storico partito di riferimento, che ormai ha un occhio di riguardo solo per il Sud».

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flessione della lega

Secondo l’Istituto Ixè, questa settimana le intenzioni di voto fotografano un arresto della flessione della Lega (23,9%) e un lieve assestamento del Pd (22,0%), mantenendo 2 punti di distacco tra i primi due partiti. Arretra di ancora di qualche decimale il Movimento 5 Stelle (15,4%), perdendo 2 punti nel giro di un mese. Piccole flessioni anche per Fratelli d’Italia (13,8%) e Forza Italia (7,2%). Crescono frazionalmente i partiti più piccoli, in particolare Più Europa (+0,4%), La Sinistra (+0,6%) e Azione (+0,4%).

Nelle ultime due settimane è rimasta stabile al 55% la fiducia nel presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Conferma la seconda posizione il presidente del Veneto, Luca Zaia, che però arretra ancora di 3 punti, scendendo al 46%. Seguono, distanziati, Giorgia Meloni (31%), Matteo Salvini (30%) e il Dem Nicola Zingaretti (26%). 

Dal sondaggio emerge con chiarezza che nel giro di un anno la Lega ha innescato una vistosa fase calante, perdendo dall’uscita del governo Conte Uno ad oggi oltre 10 punti percentuali e con la figura del leader nazionale Matteo Salvini sempre superata da rappresentanti locali, ad iniziare dal “Dogeveneto, Luca Zaia. 

Secondo molti analisti, la flessione della Lega di Salvini è originata dalla svolta nazionalistica che ha di fatto abiurato a quel Nord delle origini, con tanti elettori disorientati anche dall’incapacità di valorizzare i temi cari alla società e all’economia del “motore” dell’Italia, che passano quasi sempre sistematicamente in secondo piano rispetto alle esigenze delle nuoveterre di conquista” di Salvini, le quali però non sono così generose come quelle tradizionali in termini di consenso.

Stiamo assistendo ad una strana nemesi, dove un giovane leader politico insegue un fallace sogno nazionale abiurando ad una base certa e concreta. «Certi comportamenti della Lega sono difficilmente giustificabili agli occhi degli elettori di quella che una volta era la Padania commenta i sondaggi il deputato bellunese di Forza Italia, Dario Bond -: pensiamo solo all’articolo 246 del decretoRilancio” che prevede il sostegno alle associazioni del Terzo settore solo nelle regioni del Mezzogiorno, votato in commissione. Io ho proposto di estenderlo, ma con poco sostegno della Lega, a tutt’Italia, quando anche al Nord la povertà è nuovamente un problema sociale di cui pochi si preoccupano».

Per non dire di tutta una serie di provvedimenti pensati solo per il Mezzogiorno: «il governo BisConte, oltre ad essere quello più sbilanciato a sinistra della storia della Repubblica, è anche quello più meridionalista – puntualizza Bond -, dove i vari rappresentanti dei partiti fanno spesso squadra andando oltre gli steccati politici, talvolta pure con il contributo di qualche leghista, mentre altrettanto non riesce quando sono in gioco gli interessi delle regioni del Nord, cui alla fine spetta solo il ruolo di pagatori delle spese e degli sprechi che finiscono solo per alimentare il clientelarismo e l’assistenzialismo tanto caro a M5s e Pd».

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