Unioncamere Emilia Romagna, recessione forte e profonda dell’economia regionale

Studio Prometeia sulle economie locali. Ripresa attesa nel 2021. Recessione da Coronavirus più profonda nelle regioni del Nord Italia. 

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unioncamere emilia romagna

Una recessione forte e profonda: nell’edizione di luglio degli scenari per le economie locali di Prometeia, analizzati dall’ufficio studi di Unioncamere Emilia Romagna, l’attesa per il 2020 è di una caduta del prodotto interno lordo a due cifre (-10,6%), decisamente superiore a quella del 2009. La ripresa sarà solo parziale nel 2021 (+6,8%). 

La discesa del prodotto interno lordo italiano dovrebbe risultare del 10,1% nel 2020, seguita da una ripresa del 5,9% nel 2021. Nel 2020 la recessione, come il coronavirus, colpirà più duramente le regioni del Nord Italia e l’andamento del Pil regionale si allontanerà da quello della Germania, nonostante la comune dipendenza dal commercio internazionale e i legami del sistema produttivo. La ripresa attesa nel 2021 dovrebbe riportare l’Emilia Romagna nelle posizioni di vertice, al secondo posto dietro il Veneto. 

Nel 2020 il prodotto mondiale dovrebbe ridursi del 5,2%. In particolare, la flessione dovrebbe risultare del 5,7% negli Stati Uniti, dell’8,1% nell’area dell’euro e del 6,3% in Germania, mentre la crescita dovrebbe ridursi allo 0,6% in Cina. 

Nel 2020 la recessione in regione sarà accentuata dal crollo degli investimenti (-19,6%) e dalla caduta delle esportazioni (-16,3%) e non contenuta da una maggiore resistenza dei consumi (-10,1%). Nel 2020 sono l’industria (15,1%) e le costruzioni (14,1%) ad accusare il colpo più duro, ma anche nei servizi la recessione sarà pesante (-8,7%). Nel 2021 la ripresa sarà solo parziale in tutti i settori, ma più pronta nell’industria (+13,4%).

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, secondo Unioncamere Emilia Romagna nel 2020 gli effetti della pandemia condurranno a una sensibile riduzione delle forze lavoro (-2,4%) e dell’occupazione (-2,7%), per la fuoriuscita dal mercato di molti lavoratori non tutelati, con un contenuto aumento della disoccupazione. Nel 2021 l’occupazione si ridurrà ancora e aumenterà decisamente il tasso di disoccupazione (7,8%), ai massimi dal 2014. 

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