Il Consiglio dei ministri impugna la legge trentina sulle chiusure domenicali

Provvedimento atteso per la violazione delle competenze autonomistiche. Fugatti: «mossa attesa». Le critiche delle opposizioni. Degasperi: «flop della Lega e di Fugatti». Ghezzi: «il governo boccia il prestigiatore trentino».

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negozi chiusi di domenica
La sede centrale della provincia di Trento.

Era scontato che la legge appena varata con procedura d’urgenza da parte del Consiglio provinciale di Trento in tema di orari di apertura dei negozi, ripristinando l’obbligo generalizzato di chiusure domenicali e festive per tutti gli esercizi attivi nei comuni non turistici, avrebbe avuto vita breve per il superamento delle competenze in materia affidate alla Provincia autonoma e così è stato: il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, «ha deciso di impugnare la legge della provincia di Trento n. 4 del 03/07/2020, recante “Disciplina delle aperture nei giorni domenicali e festivi delle attività commerciali”, in quanto l’articolo 1 reca una disciplina limitativa degli orari degli esercizi commerciali, eccedendo dalle competenze statutarie e violando la competenza esclusiva dello Stato in materia di concorrenza, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione».

La decisione non arriva inaspettata ai vertici della provincia di Trento, anzi: il presidente della provincia, il leghista Maurizio Fugatti, «prende atto della decisione del Consiglio dei ministri» definendola «una mossa che l’amministrazione provinciale si aspettava. Ma tanto il presidente quanto l’assessore con delega all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo, Roberto Failoni, confermano in ogni caso la necessità di dimostrare coraggio per continuare a rendere il Trentino una terra dinamica, in cui le prerogative dell’Autonomia vengono messe a frutto per il bene della comunità locale e per essere sempre all’avanguardia su vari fronti». 

Un’impugnazione sulle chiusure domenicali che potrebbe anche finire nel nulla, in quanto la Commissione paritetica Stato-Regione dei Dodici ha dato il proprio parere favorevole ad una norma di attuazione che deleghi in capo alle due province di Trento e di Bolzano la potestà esclusiva di regolare gli orari di apertura dei negozi. 

Fugatti non si dà per battuto e rilancia la palla al governo BisConte: «con il governo in carica, le impugnative contro le nostre leggi provinciali siano purtroppo sempre più frequenti e avvengano con una solerzia che non sembra quella abituale». E talvolta capita pure, secondo il presidente della Provincia, che «il Consiglio dei ministri prima impugni una nostra legge, come quella sugli appalti pubblici, salvo poi farla propria in sede di legge sulla semplificazione. Ci sembra un comportamento perlomeno contraddittorio».

A commento dell’impugnativa da parte del governo intervengono le opposizioni. «Doveva essere “il governo più autonomista della Storia”, doveva mettere ordine al Far West voluto dal governo dei Tecnici anche nel settore delle aperture selvagge dei centri commerciali e dei negozi che tanti danni hanno provocato al piccolo commercio e alle famiglie senza portare nessun beneficio in termini di posti di lavoro e di risultati economici – afferma Filippo Degasperi di Onda Civica -. L’acuta affermazione del ministro Boccia secondo cui “Amazon non chiude la domenica” è quella che meglio esprime le intenzioni degli ex difensori dei diritti dei lavoratori: Amazon non chiude nemmeno la notte, quindi prepariamoci».

«Rinnegare in maniera così plateale gli impegni assunti con gli elettori andando alla guerra contro la Provincia autonoma di Trento che (in teoria) ha legiferato nella stessa direzione prevista dai programmi elettorali di chi occupa le poltrone del Governo la dice lunga sull’affidabilità delle promesse di chi, ormai arroccato in difesa dei propri privilegi, tenta disordinatamente di mostrare la propria esistenza in vita con iniziative come l’impugnativa della nostra legge sulle aperture domenicali – prosegue Degasperi -. La Legge sulle chiusure domenicali può essere sicuramente migliorata, per esempio eliminando la distinzione tra località turistiche e non ed individuando con le categorie un numero di aperture ragionevoli su cui convergere. Ma evidentemente non interessa. L’importante è che trentini ed elettori sappiano chi coltiva l’Autonomia e chi la attacca, chi pensa a lavoratori e famiglie e chi pensa ad Amazon».

Critiche all’operato della Provincia e della sua maggioranza leghista anche da Paolo Ghezzi, leader di Futura: «era ampiamente prevedibile e come le minoranze avevano facilmente profetizzato, il Governo ha bocciato la leggina Fugatti sulle aperture degli esercizi commerciali nei giorni festivi, in quanto “viola la competenza esclusiva dello Stato in materia di concorrenza (art. 117 Costituzione)”. Al di là del merito (un’attenzione ai diritti dei lavoratori nei giorni festivi è doverosa) e al di là della bizzarra classificazione dei comuni turistici (Trento non lo è, per dire), il presidente della Provincia ha fatto la sua ennesima forzatura, sapendo benissimo quale sarebbe stato l’esito, sempre con il suo stesso intento: fare propaganda. Ora potrà dire: “Roma calpesta l’Autonomia”. E continuare il suo gioco demagogico. Ma i Trentini – anche quelli che l’hanno votato – cominciano a rendersi conto che Fugatti è più un prestigiatore che un governatore».

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