Laguna di Venezia torna un’autorità per la salvaguardia di tutto il bacino

Sarà il nuovo Magistrato delle Acque, troppo frettolosamente abolito dalla rottamazione renziana, che gestirà anche il Mose. Stanziate solo la metà delle risorse necessarie. 

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laguna di venezia
Panorama aereo di parte della laguna di Venezia.

La laguna di Venezia tornerà ad avere un’autorità di gestione dopo la frettolosa cancellazione del Magistrato delle Acque nella stagione della rottamazione renziana del 2014: lo ha detto il ministro per le Infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli alla vigilia della pubblicazione del decretoAgosto”. Sarà una struttura con circa 100 addetti cui toccherà la gestione e il controllo di tutta la laguna, Mose compreso.

La novità è inserita all’articolo 95 del ponderoso decretoAgosto” fresco di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, dove in ben 6 pagine suddivise in decine di commi, si mette nero su bianco la nascita dell’Autorità per Venezia, che poggerà sulla storia millenaria dei Serenissimi Savi delle Acque. Contemporaneamente alla liquidazione del Consorzio Venezia Nuova che ha realizzato le dighe mobili del Mose, la nuova Autorità sarà a chiamata a gestire l’apertura e la chiusura delle paratoie e la loro manutenzione, stanziando alla bisogna 40 milioni all’anno, cifra che ha già suscitato critiche, visto che per la sola gestione del Mose è stimata una spesa annua di circa 100 milioni di euro. Lo stanziamento potrebbe essere integrato dagli avanzi stimati tra 413 e i 520 milioni che i commissari del Consorzio hanno ritrovato tra le somme non ancora spesi, oltre ai 100 milioni/anno già stanziati dal 2018 al 2021 per l’avviamento del Mose.

La nuova Autorità sarà chiamata anche a gestire la salvaguardia dell’ambiente lagunare, sostituendosi di fatto al “Comitatoneinterministeriale, ad iniziare dal diniego alla realizzazione del deposito di Gpl nel porto di Chioggia, oltre a regolare le norme di navigazione.

Nel testo del decreto c’è il rischio che la nuova Autorità per Venezia si trasformi rapidamente in un moloch, visto che tra le sue competenze sono comprese non solo la progettazione e gestione di opere ingegneristiche, ma anche la fissazione delle regole di navigazione, la previsione delle maree, la riscossione dei canoni demaniali, funzioni di polizia locale per arrivare fino all’autorizzazione alle piantagioni all’interno del territorio lagunare.

Al vertice della nuova Autorità un organismo di governo composto da Regione Veneto, l’Autorità portuale di Venezia e Chioggia e dei comuni che si affacciano sulla laguna.

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