“Be Factory” è una realtà produttiva di Trentino Sviluppo

Poco più di due anni per completare la più importante opera di edilizia industriale del Trentino. Pronta ad ospitare aziende e centri di ricerca.

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La nuova area di "Be factory" di Trentino sviluppo nell'area storica della Manifattura Tabacchi (in primo piano).

Oltre 5.800 metri cubi di pannelli in legno, 30.000 metri cubi di calcestruzzo, 13.500 metri quadrati di pietra, 7 chilometri di cavi per la fibra ottica, 20.000 metri quadrati di facciate continue, abbellite, lato ciclabile, da un giardino verticale, 400 i parcheggi interrati a disposizione delle imprese insediate e dei visitatori, 80 ditte coinvolte (40 trentine), 600 lavoratori impiegati: questi i numeri del cantiere per la realizzazione dei nuovi spazi produttiviBe Factory” in Progetto Manifattura a Rovereto, l’hub della “green & sport economy” di Trentino Sviluppo progettato da Kengo Kuma, icona dell’architettura sostenibile. trentino sviluppo

I nuovi edifici, ad elevata efficienza energetica e contenuto impatto paesaggistico ed ambientale, ospiteranno aziende innovative attive nei settori della tutela dell’ambiente, delle biotecnologie, della mobilità sostenibile, dell’industria dello sport e dell’edilizia intelligente. L’opera è appena conclusa e sono già 9 le aziende che hanno formalizzato un contratto di insediamento, provenienti dal Trentino e da altre regioni d’Italia, alle quali si aggiungono altre 7 aziende in fase di valutazione. 

Il 15 settembre, a due anni dalla posa della prima pietra e a 165 anni dalla fondazione della Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco, il compendio verrà consegnato dall’impresa appaltatrice, la Colombo Costruzioni di Lecco, alla committente Trentino Sviluppo. Un appalto del valore complessivo di 45,6 milioni di euro, interamente finanziato con fondi europei, che ha generato un importante indotto sul territorio. L’inaugurazione ufficiale si terrà in autunno.

A caratterizzare il compendio il camminamento pedonale che – con i suoi 18.000 metri quadrati di superficie – si appresta a diventare il tetto verde più grande d’Italia. Da una parte lo storico edificio dell’Orologio aperto sulla piazza d’armi del vecchio opificio di Manifattura tabacchi in progressivo corso di ristrutturazione. Dall’altra, una gradinata e una rampa sbarrierata che si congiungono con la ciclabile lungo il torrente Leno. Nella parte interrata sono stati costruiti 25.000 metri quadrati di moduli produttivi di legno e vetro, nati dalla matita dell’archistar giapponese Kengo Kuma e affacciati sulla galleria centrale, intitolata alla memoria di Gianni Lazzari, l’ingegnere che tanto si prodigò attraverso il distretto Habitech per accompagnare l’edilizia trentina verso nuovi modelli sostenibili.

Progetto Manifattura – che già ospita negli edifici storici riqualificati gli uffici di una cinquantina tra aziende, centri di ricerca e startup attive nei settori del “green-tech”, della domotica, della mobilità sostenibile, dello sport e della qualità della vita – completa così la propria offerta con un’area pensata per rispondere anche alle esigenze produttive delle imprese.

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I nuovi edifici industriali di “Be factory” di Trentino Sviluppo.

A partire da fine settembre, le aziende potranno iniziare l’allestimento delle attività produttive nei nuovi moduli. Ad oggi, oltre la metà degli spazi disponibili è stata già assegnata o opzionata a fronte di specifiche richieste da parte di gruppi industriali ed aziende innovative.

I nuovi edifici produttivi, a basso impatto ambientale e certificati Leed e Arca, sono caratterizzati dalla classica impiantistica industriale e manifatturiera ma hanno un’estetica di grande livello e si preparano ad ospitare produzioni ad alto tasso di innovazione, con camere bianche e laboratori per la telemedicina, la robotica e lo studio dei materiali.

L’opera, la più grande di edilizia civile realizzata in Trentino, ha un valore complessivo di 45,6 milioni di euro, finanziati dall’Unione europea, per l’80% tramite il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, in sigla FSC, e per il restante 20% attraverso il Fondo europeo di Sviluppo Regionale (FESR). 

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