La friulana Rizzani De Eccher realizza in Norvegia il ponte in legno più lungo del mondo

Ancora una testimonianza dell’efficacia dell’impiego del legno nelle opere civili. Opera con struttura reticolata mista legno-cemento lunga 1.350 metri. Sarà pronto nel 2025. 

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ponte in legno

Ancora un esempio della modernità del legno, sia per il suo ridotto impatto ambientale che l’altissimo indice di sostenibilità, oltre che per la sua flessibilità nelle applicazioni più varie dell’edilizia civile: dopo gli edifici alti anche più di 10 piani, ora tocca alle infrastrutture stradali ed in particolare ai ponti, con la Norvegia che avrà entro il 2025 il ponte in legno più lungo al mondo con la sua estensione di 1.350 metri.

Il nuovo viadotto avrà caratteristiche autostradali a quattro corsie e costituirà il secondo attraversamento del più grande lago norvegese, il Mjøsa, posizionato a circa 150 km dalla capitale Oslo.

Si tratta di un progetto congiunto dalla belga Besix e dalla friulana Rizzani de Eccher con Multiconsult e lo studio di Trondheim Selberg Arkitekter. Il gruppo ha vinto la gara a inviti da 240 milioni di euro (2,55 miliardi di corone norvegesi) bandita dalla società pubblica Nye Veier per conto della Norwegian Public Roads Administration. 

Il nuovo viadotto è l’elemento più importante di un programma che interviene sul tracciato esistente dell’autostrada E6 con l’obiettivo di potenziare la sua capacità di transito attraverso una nuova strada e un nuovo ponte in legno sul lago che prevede la progettazione e la realizzazione di 11,3 km di strada a 4 corsie, compresi tra le città di Moelv e Roterud. 

Il nuovoMjøs bridgesarà il secondo ponte sul lago Mjøsa, già attraversato nel suo ramo settentrionale da un primo viadotto con struttura in cemento armato operativo dal 1985 e lungo quasi 1,5 km per una carreggiata ad una sola corsia per senso di marcia. Venne costruito per rendere continua la E6, via di collegamento internazionale che con i suoi oltre 3.000 km di lunghezza unisce la svedese Trelleborg con Nordkapp e il Circolo Polare Artico norvegese.

La nuova infrastruttura si allungherà per 1.350 metri sulla superficie del lago e dentro le sue acque, che qui raggiungono la profondità massima di circa 80 metri e sarà un manufatto tecnicamente all’avanguardia con l’utilizzo del legno lamellare anche nelle grandi infrastrutture stradali.

Il nuovo viadotto sul lago Mjøsa avrà una struttura mista in legno e cemento armato ancora inedita, sorretto da una successione di pilastri a “Y” in cemento armato e sviluppa un impalcato a sezione costante, anch’esso in cemento armato, in modo da consentire il passaggio di veicoli alla velocità di 110 km/h. Una grande travatura reticolare in legno costituisce l’elemento di raccordo tra i pilastri e l’impalcato, costituito da una piastra in cemento armato. Il progetto imposta il disegno del ponte in modo che almeno il 60% della sua struttura portante sia sempre visibile e scenograficamente illuminata.

Secondo le stime preliminari, il nuovo ponte sarà del 17% più leggero di una pari struttura più tradizionale realizzata completamente in calcestruzzo, con tutti i vantaggi del caso, visto che un minore peso del ponte richiede fondazioni meno sollecitate e una ridotta presenza del cemento si traduce in un minore impatto ambientale (la stima delle emissioni complessive è calcolata in una riduzione del 39%) e, conseguentemente, una struttura più sostenibile.

Gli unici dubbi riguardano la sua durabilità nel tempo, ma quanto fatto fino ad oggi con strutture in legno di grandi dimensioni dimostrano come, con una corretta manutenzione periodica, queste opere abbiano una durabilità pari a quelle tradizionali.

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