Italia, cresce il debito pubblico e i beneficiari del reddito di cittadinanza

Da inizio 2020 aumenta del 21% il numero degli “sfaticati”. A luglio altri 30 miliardi di debito pubblico, ora a quota 2.560,5 miliardi.

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Reddito di cittadinanza

L’Italia del governo BisConte e della maggioranza delle quattro sinistre continua ad andare a rotoli, con l’economia sempre più in rosso, con la crescita del numero degli “sfaticatipercettori del reddito di cittadinanza e dell’ammontare del debito pubblico.

L’Inps ha reso noto l’ultimo aggiornamento circa l’erogazione del reddito di cittadinanza, che ad agosto vede l’incremento del 25% dei beneficiari, con una crescita del 21% da gennaio 2020. Le famiglie beneficiate sono salite a 1,304 milioni contro 1,059 milioni del mese di gennaio, mentre il numero di persone coinvolte è cresciuto del 20%, passando da 2,562 milioni di gennaio a 3,081 milioni registrate nel mese di agosto. Quanto alla ripartizione geografica, 802.588 famiglie (per oltre 2,024 milioni di cittadini) sono residenti tra Sud e Isole, 303.958 al Nord (quasi 634.000 persone coinvolte) e 197.713 al Centro (per quasi 423.000 persone).

Il dato fa il paio con la continua decrescita delle persone in cerca di lavoro, specie al Sud con tanti settori, ad iniziare da quello agricolo, in crisi per mancanza di manodopera, visto che è oggettivamente più facile e comodo percepire la mancetta di Stato grillina piuttosto che rimboccarsi le maniche, anche in considerazione che tutto il progetto si è rivelato un colossale fallimento (l’ennesimo del M5s), ad iniziare dai famosinavigator”. 

Sarebbe quanto mai doveroso iniziare a stringere i cordoni della borsa, in modo da incentivare le persone ad attivarsi per trovare un lavoro vero, dando il loro contributo più alla crescita del Pil che a quella della crescita del debito pubblico, che vola a quote sempre più alte. A luglio, secondo i dati della Banca d’Italia, il debito pubblico è salito a 2.560,5 miliardi, in aumento di 29,9 miliardi rispetto al mese precedente, con le amministrazioni centrali protagoniste indiscusse con 29,6 miliardi di crescita rispetto a quelle locali (+0,3 miliardi).

Debito pubblico destinato a crescere ulteriormente, non fosse altro che le entrate tributarie dello Stato sono in continuo calo complice la crisi dell’economia nazionale a causa delle chiusure imposte dalla pandemia da Coronavirus. A luglio, la Banca d’Italia evidenzia che le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 43,8 miliardi, in diminuzione del 5,7% (-2,7 miliardi) rispetto allo stesso mese del 2019. Nei primi sette mesi del 2020 le entrate tributarie sono state pari a 213,7 miliardi, in diminuzione del 9,4% (-22,1 miliardi) rispetto al corrispondente periodo del 2019. 

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