Fusione tra Agsm e Aim: i comuni di Verona e Vicenza approvano

Concluso l'iter in meno di due anni. Sarà effettiva da gennaio 2021. Capitale sociale a 95,5 milioni di euro. Sboarina: «traguardo epocale per l’economia locale». Rucco: «operazione industriale, non politica».

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I consigli comunali di Verona e Vicenza hanno concluso il percorso iniziato meno di due anni fa dai sindaci Federico Sboarina (Verona) e Francesco Rucco (Vicenza), per unire le rispettive municipalizzate tramite la fusione tra Agsm e Aim in un gruppo in grado di giocare un ruolo di primo piano non solo nel NordEst. La nuova società avrà una capacità di fare investimenti tre volte superiore al passato.

Il Consiglio comunale di Verona ha approvato con 22 favorevoli e nove astenuti il progetto di fusione per incorporazione di Aim Vicenza in Agsm Verona. Ad astenersi sono stati i consiglieri comunali di M5s, Pd, Sinistra in Comune, gruppo misto e Traguardi Verona. 

«La nostra visione è chiara. Questa delibera non è figlia di nessuno, ma frutto di un attento percorso di attento approfondimento e confronto che ha portato il concretizzarsi questa operazione – commenta il sindaco di Verona, Federico Sboarina -. Si tratta di un passaggio storico, atteso da tanti anni dalla città di Verona e fondamentale per i dipendenti del gruppo Agsm». 

Secondo l’assessore comunale alle partecipate, Daniele Polato, «i benefici della fusione sono rappresentati, sia per Agsm e Aim, in termini di qualità ed economicità del servizio, grazie alle possibilità di crescita e consolidamento del posizionamento di mercato congiunto e la messa in condivisione delle migliori competenze». 

Stessa approvazione anche da parte del Consiglio comunale di Vicenza con 19 voti favorevoli e 12 contrari. Ora il progetto dovrà essere approvato dall’assemblea straordinaria dei soci Aim Vicenza.

«È un momento storico per la città che mette nelle condizioni Aim di poter reggere l’urto della competizione del libero mercato che oggi il mondo delle multiutilities sta vivendo – commenta il sindaco Francesco Rucco -. A Vicenza si parlava di questa operazione da almeno dieci anni, noi l’abbiamo realizzata in meno di due e coinvolgendo tutti i portatori di pubblico interesse del territorio. Questa è un’operazione industriale, non politica, che ho fortemente voluto per il bene di Aim Vicenza e della comunità. La fusione con Verona deriva dalla necessità di mettere a sistema le risorse di personale, di know how, delle tecnologie al fine di migliorare la qualità del servizio, ridurre i costi a carico degli utenti e tutelare i posti di lavoro per i dipendenti e di fronteggiare l’aggressività dei grandi protagonisti del settore che in regime di libera concorrenza schiaccerebbero con estrema facilità le piccole realtà territoriali».

La fusione tra Agsm e Aim sarà efficace a partire dal 1° gennaio 2021. A seguito dell’operazione, il capitale sociale Agsm sarà aumentato da 58.500.000 euro a 95.588.235 euro, mediante l’emissione di 24.725.490 azioni ordinarie, pari a 37.099.235 euro da attribuire ad Aim. 

Il comune di Verona partecipa con il 61% del capitale sociale, mentre quello di Vicenza aderirà con una partecipazione non inferiore al 32%. 

Dalla fusione tra Agsm e Aim nascerà un gruppo da circa 1,5 miliardi di euro di ricavi, 150 milioni di margine operativo lordo e circa 2.000 dipendenti. Un nuovo soggetto, a capitale interamente pubblico, che ambisce a giocare un ruolo di vertice nel settore delle multiutility, in qualità di polo aggregante. Il nuovo Gruppo sarà infatti chiamato a rispondere con efficacia alle sfide che attendono il settore dei servizi pubblici.

La nuova società nata dalla fusione tra Agsm e Aim sarà gestita da un consiglio di amministrazione che avrà una durata di 3 anni e sarà composto da 6 membri, compresi il presidente, il vice presidente e il consigliere delegato.

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