Rifiuti urbani: Italia virtuosa nell’indifferenziata, ottimo il NordEst

Secondo l’indagine Comuni ricicloni di Legambiente sono 598 i comuni dove ogni cittadino produce al massimo 75 kg/anno di rifiuti indifferenziati. Eccellono i capoluoghi Pordenone, Trento, Treviso e Belluno.

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Ridurre i rifiuti urbani da avviare a discarica o agli inceneritori è possibile, come testimoniano i 598 comuniRifiuti Free”, quelli dove ogni cittadino produce al massimo 75 chili di secco residuo all’anno, 51 comuni in più dello scorso anno. Il dato proviene dall’indagine annualeComuni Ricicloni” di Legambiente.

La crescita maggiore è avvenuta nel Meridione. I comunirifiuti free” del Sud Italia sono passati da 84 a 122 e pesano, ora, per il 20,4% sul totale dei comuni in graduatoria. I comuni del Centro rappresentano il 6,5% del totale dei comuni in classifica e il Nord, nonostante l’incremento in numeri assoluti, per la prima volta scende dal 77% al 73,1%. Da segnalare la Lombardia che cresce di 22 comuni (da 85 a 107). 

Tra i capoluoghi di provincia sono solo 4 le città che rientrano nei parametri dei comuniRifiuti Free”: Pordenone, Trento e Treviso in testa, seguiti da Belluno. Il Veneto si conferma la regione con il numero più elevato di comunirifiuti free”: ben 168 per una percentuale sul totale del 30%, stabile rispetto allo scorso anno. Seguono il Trentino Alto Adige con 78 comuni (28%), due in più rispetto al 2019 che lo aveva visto in forte crescita, e il Friuli Venezia Giulia, che con 48 comuni rimane a quota 22%. 

Secondo gli ultimi dati ISPRA disponibili (2018), nel complesso in Italia la produzione dei rifiuti urbani rimane ancora alta, con 499,7 kg/ab/anno, e se la raccolta differenziata intercetta, mediamente a livello nazionale, oltre la metà dei rifiuti prodotti con il 58,1%, si registra ancora un forte divario tra Nord (67,7%), Sud (46,1%) e Centro Italia (54,1%). 

«Con il recepimento del pacchetto delle direttive europee sull’economia circolare – ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – si è definito il contesto in cui gli Stati devono muoversi da qui ai prossimi anni. Tra gli obiettivi principali: il limite massimo del 10% di rifiuti conferiti in discarica, percentuali molto ambiziose di riciclo dei rifiuti urbani prodotti e un tetto per abitante di 100 chili di residuo secco (indifferenziato) prodotti annualmente. Come fotografa il nostro rapportoComuni Ricicloni2020, ad oggi la produzione dei rifiuti non recuperabili e conferiti in discarica al di sotto dei 75 chili per abitante all’anno è raggiunta solo da 598 comuni: in aumento rispetto allo scorso anno ma ancora pochi. Proprio per questo è determinante applicare il sistema di tariffazione puntuale su tutto il territorio nazionale, in nome del principio chi inquina paga, supportando le amministrazioni che ce l’hanno fatta». 

Nell’indagine comuniRifiuti Free2020, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto sono le uniche tre regioni che si vedono rappresentate in tutte e quattro le categorie del concorso: i comuni sotto i 5.000 abitanti, tra i 5.000 e i 15.000, oltre i 15.000 e capoluoghi. Come a dire che nel Triveneto la raccolta differenziata è di qualità indipendentemente dalla dimensione demografica, grazie a un sistema di raccolta e gestione efficace basato, nella maggior parte dei casi, su sistemi consortili, raccolta porta a porta e tariffazione puntuale. All’altro capo della classifica, con zero comuni “rifiuti free”, la Valle d’Aosta (stazionaria sullo zero), con la Liguria e la Puglia che perdono entrambe i loro due comuni virtuosi. 

Nel dossier Legambiente, i dati accorpati per consorzio di gestione dei rifiuti urbani indicano ai primi posti quelli al di sotto dei 100.000 abitanti. In testa i due consorzi trentini, Amnu Spa e Asia (Azienda Speciale per l’Igiene Ambientale), seguiti dal consorzio veneto Unione Montana Agordina. Per quanto riguarda i consorzi più grandi, quelli sopra i 100.000 abitanti, al primo posto il Consorzio di Bacino Priula (TV), al secondo il Consiglio di Bacino Sinistra Piave (TV) e al terzo il consorzio A&T 2000 S.p.A (UD). 

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