Contrordine compagni: l’Alto Adige si allinea e sorpassa Roma

Dopo pochi giorni di “maniche larghe” agli orari di bar e ristoranti, ora si passa alla chiusura totale per bar, gelaterie e pasticcerie, mentre chiusura alle 18.00 per i ristoranti. Forti limitazioni alla mobilità sul territorio.

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Il presidnete della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher.

Contrordine compagni: dopo pochi giorni di “maniche larghe” negli orari dei locali pubblici, dei teatri, iniziative sportive e culturali, l’Alto Adige si allinea (dietro la minaccia di impugnativa da parte del ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, che ha già cassato analoga delibera della provincia di Trento) e sorpassa Roma, quasi che l’allievo Arno Kompatscher superi il maestro Giuseppe Conte.

L’Alto Adige, da territorio invidiato da fuori provincia, passa ad essere il primo della classe, l’alunno volenteroso e stakanovista che fa più di quanto gli è chiesto: la giunta provinciale guidata dal presidente Kompatscher ha deciso un drastico giro di vite, emanando una nuova ordinanza in vigore dalla mezzanotte di venerdì 30 ottobre e valevole fino al 24 novembre.

Sull’altare della protezione della popolazione dalla diffusione della pandemia da Coronavirus, oggettivamente in aumento negli ultimi giorni grazie ai controlli sperimentali incrociati sulla presenza del virus nelle acque reflue, si è decisa la chiusura totale di bar, gelaterie e pasticcerie, mentre ristoranti e negozi (ad eccezione di quelli che vendono generi alimentari e delle farmacie) dovranno chiudere tassativamente alle ore 18.00. Scatta il divieto assoluto per ogni tipo di evento o manifestazione, annullate anche le attività di cori e bande musicali, il divieto di spostamento dal proprio domicilio (ad eccezione che per motivi di salute, di lavoro o di necessità) operativo tra le ore 22 e le ore 5 del mattino. Non potranno svolgersi neppure le feste private, mentre sarà consentita la pratica dell’attività sportiva solamente in forma individuale con lo stop a sport di contatto e allenamenti di gruppo. Rimane garantita la didattica in presenza per servizi di assistenza alla prima infanzia, scuole materne, scuole elementari e medie, mentre per le scuole superiori, sino a fine novembre, la didattica a distanza dovrà coprire almeno il 50% delle ore di lezione. Obbligo di indossare la mascherina di protezione, inoltre, durante le ore di didattica in presenza per tutti gli alunni e gli studenti.

Al già forte giro di vite per tutto l’Alto Adige, per i comuni dove la pandemia da Coronavirus è più forte, i divieti potrebbero essere ulteriormente rafforzati – lo si deciderà nelle prossime ore – dove potrebbe scattare la chiusura totale di scuole, bar e ristoranti per 14 giorni e spostamenti da e verso i comuni di Laives, Sarentino, Campo di Trens, Racines e Malles solo in casi di estrema necessità. 

Nell’adottare la sua decisione, Kompatscher ha detto di essersi ispirato a quanto stanno facendo la Germania e l’Austria, facendo insorgere Fratelli d’Italia. «Si tratta di dichiarazioni gravissime, irresponsabili e inaccettabili. La decisione di retrocedere dalle decisioni assunte solo pochi giorni fa in aperta sfida allo Stato (non al governo, si badi bene, sempre ben sostenuto dalla Svp in Parlamento) sono il frutto della scontata impugnazione della ordinanza di Kompatscher per lesione dei confini costituzionali fra competenze della Provincia e dello Stato – attacca il consigliere provinciale Alessandro Urzì -. Una figuraccia barbina, una illusione mortificante per tutti i gestori di attività economiche locali giustificata dalla tentazione di affermare “alla catalanapoteri straordinari che la Provincia non ha, perché non è uno Stato, ma una Provincia, benché autonoma».

Urzì ne ha anche per la Lega che in Alto Adige è al governo con la Svp: «di fronte alla impugnativa in partenza Kompatscher ed i silenti assessori della Lega che solo tre giorni fa ridacchiavano dicendo di avere salvato orari prolungati e teatri aperti, decidono, in aperta sfida verso l’Italia, di allinearsi ai protocolli di Austria e Germania (peraltro più pesanti di quelli nazionali). Colpiscono l’economia locale, scimmiottando Austria e Germania, insultando l’Italia, dichiarando di volere scegliere sempre e comunque una via diversa, anche se ben più dura, si badi bene! E nel silenzio integrale della Lega che accetta che il mondo di riferimento dell’Alto Adige non sia più l’Italia, ma i Paesi d’oltre Brennero». 

Una situazione piuttosto strana che il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Francesco Lollobrigida definisce «estremamente gravechiedendo alla Lega di dissociarsi, dando alla Svp dei «traditori del Paese in un momento di estrema debolezza».

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