A Merano arriva il commissario: fallisce il tentativo di creare la giunta

La seconda città dell’Alto Adige e unica a livello nazionale ad essere guidata da un sindaco Verde tornerà alle elezioni nella primavera 2021. Insormontabili le frizioni tra i vari gruppi etnici della città.

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merano arriva il commissario

Merano arriva il commissario in vista delle nuove elezioni amministrative che si svolgeranno nella primavera del 2021 a causa della mancata formazione della giunta comunale per via delle frizioni insanabili tra le varie liste che avrebbero dovuto costituire la maggioranza di governo.

Il sindaco uscente e rieletto, il Verde Paul Roesch, vede così sfumare il secondo mandato ottenuto per una manciata di voti al ballottaggio, appena 37 voti di scarto sul candidato di centro destra Dario Dal Medico (La Civica per Merano). 

«Non posso nascondere la mia delusione dopo settimane di trattative, un commissariamento significa per la città un periodo di stallo che durerà mesi, perché un commissario non potrà prendere decisioni importantiha detto amareggiato Roesch -. Una realtà ancora più dannosa per la città se si tiene conto della crisi in corso: non verranno effettuati investimenti e i progetti verranno congelati».

Se a Merano arriva il commissario che sarà nominato da parte della giunta provinciale, ci si interroga sulla fumata nera nella seconda seduta del Consiglio comunale. Anche la proposta del sindaco eletto per la formazione di un governo a tempo è stata respinta dal Consiglio comunale con 24 voti contrari e 12 a favore.

La situazione che si è venuta a creare a Merano fa riflettere il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, secondo cui «la verità è che le Civiche hanno stretto un accordo di ferro con la Svp accondiscendendo a tutte le richieste della Stella alpina: un numero di assessori superiore a quello dato dai numeri di voti ottenuti, un potere di veto sulla maggioranza. Tanto da rifiutare anche la proposta di ottenere esse stesse un numero di assessori oltre ogni previsione che avrebbe mitigato il potere di Roesch: niente da fare, le Civiche hanno risposto di “No” come gli veniva chiesto di rispondere dalla Svp». 

Per Urzì «ora è necessario che le Civiche dicano chiaramente a cosa puntano: a eleggere un sindaco di lingua italiana (bastavano 37 voti) per poi consegnarlo nelle mani della Svp, regalando alla Svp il potere di controllo sulla futura nuova amministrazione? Ossia si intende passare da un commissario straordinario ad un sindaco italiano commissariato? Un sindaco italiano per Merano? Certamente va bene. Ma anche un sindaco che non debba dipendere dalla Svp nel momento di maggiore crisi della Svp e che sia frutto di uno scatto di orgoglio della comunità». 

Fratelli d’Italia, annuncia Urzì, «farà la sua parte per chiudere definitivamente la strada alla Sinistra ma anche all’appalto del futuro di Merano alla Svp, come da parte delle Civiche si è dimostrato volere fare per tutta la patetica strada della trattativa miseramente fallita ieri notte».

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