Covid-19, il virus che ha sconvolto il mondo

Riflessioni in salsa economica su un fatto che ha sconvolto il mondo e affondate le prospettive di ripresa a breve del Belpaese. Di Mauro Marino, pensionato con “Quota 100” e già funzionario dell’Agenzia delle entrate

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covid-19 variante delta

Fine dicembre 2019: giungevano dalla lontana Cina delle notizie frammentarie e contrastanti su un tipo particolare di influenza che però, secondo alcuni, sarebbe stata molto più forte, anche peggio di una polmonite, un virus, il Covid-19, che obbligava in molti casi al ricovero ospedaliero.

Nel mese di gennaio 2020, le prime immagini che arrivavano dalla Cina erano viste in tutto il mondo quasi con ilarità. Particolare effetto nei telegiornali italiani facevano le immagini di decine di ruspe e centinaia di persone che in dieci/quindici giorni costruivano nuovi ospedali per fronteggiare il virus.

Non si sapeva (e non si sa ancora oggi) molto su questo virus Covid-19 che dicevano fosse stato trasmesso dai pipistrelli e avesse successivamente contagiato anche l’uomo. Tutto il mondo, escludendo forse proprio la Cina, ha sottovalutato all’inizio questa malattia. La Cina, del resto, come noto non è proprio un esempio di democrazia e da principio per oltre un mese ha completamente nascosto la notizia nel tentativo piuttosto vano (in tempi di internet) di contenere gli effetti e di nascondere al mondo questa realtà.

Il virus Covid-19 è iniziato nella città di Whuan dove, guarda caso, esiste un laboratorio di virologia classificato di massima sicurezza biologica e molti hanno subito pensato (e forse pensano ancora) che il virus fosse stato sviluppato in laboratorio e poi, purtroppo, fosse scappato di mano agli scienziati.  

C’era stato Bill Gates che in un convegno qualche anno fa che aveva ipotizzato un mondo sconvolto dai virus, ma come sempre accade in queste occasioni, non si era dato molto peso a queste affermazioni e sembrava che il tutto fosse una cosa che è possibile in teoria ma che in realtà non sarebbe mai potuta accadere.

6 febbraio 2020. Primo italiano colpito dal Covid-19. In Cina in quel periodo di tempo c’erano circa 4.000 infettati. Qui in Italia con i casi di Covid-19 che si contavano sulle dita delle mani, vedevamo il numero di casi cinesi come enorme, un numero di casi che mai avremmo pensato di poter raggiungere nel nostro Paese. Poi in pochissimo tempo la diffusione del virus fu enorme. E ci fu tutta una serie di opinioni contrastanti da parte dei medici e degli scienziati. Chi diceva che si trattava di un’influenza un po’ più forte, e chi invece già vedeva la situazione molto grave. Il 21 febbraio scorso abbiamo purtroppo avuto il primo morto di Covid-19 in Italia. All’inizio i morti erano pochissimi e ricordo che alcuni medici dicevano che in Italia di polmonite morivano in media ogni anno circa 5.000 persone per cui non bisognava preoccuparsi eccessivamente.

La verità era che nessuno in quel momento era in grado di dire qualcosa di serio e reale perché questa malattia era completamente nuova, mai ci si era trovati di fronte ad una realtà come questa e quindi si brancolava nel buio.

In due/tre mesi, in Europa e Stati Uniti, prima, e in India, poi, ci sé trovati di fronte ad un mostro terribile. La corsa ai vaccini era sì cominciata ma, realisticamente, non si sarebbe potuta trovare una soluzione prima di 12/18 mesi anche se tutte le multinazionali dell’industria farmaceutica più potenti al mondo avevano iniziato fin da subito la ricerca.

Ora, all’inizio di novembre 2020 possiamo dire che qui da noi, come in tutto il mondo del resto, il Covid-19 ha avuto effetti devastanti. In Italia ci sono al momento 42.000 morti, 1.000.000 di infettati e gli ospedali che quasi non riescono più a contenere i malati.

Oltretutto, molti paesi (Australia, Stati Uniti, India, Russia) come purtroppo sempre succede in scenari di instabilità hanno cominciato ad aumentare gli stanziamenti per le spese militari in vista di un riposizionamento geopolitico dello scacchiere internazionale.

In Italia, come del resto in quasi tutte le parti del mondo, si è stati costretti ad un confinamento obbligatorio di tre mesi avendo come unica arma per combattere il virus quella di non far incontrare le persone, attuando il distanziamento sociale e obbligando le persone a restare a casa. 

Possiamo ben immaginare dal punto di vista economico gli effetti devastanti di questa decisione obbligata. In Italia abbiamo perso circa 700.000 posti di lavoro, un Prodotto Interno Lordo che è sceso oltre il 10% rispetto all’anno precedente e un debito pubblico che si assesterà alla fine dell’anno al 160% del PIL.

Dopo un’estate tutto sommato abbastanza positiva in cui l’industria manifatturiera aveva ripreso a correre e grazie anche ad un po’ di turismo (che ha sempre salvato i bilanci italiani), ora il Paese è nuovamente sull’orlo del baratro. I contagi hanno ricominciato fortissimamente ad aumentare, gli ospedali sono tornati pieni, i Pronto soccorso sono spesso al collasso.

Dopo che il 2020 era cominciato per l’Italia in maniera ottimistica dopo un paio di anni non soddisfacenti dal punto di vista economico, purtroppo questo 2020 si è dimostrato come il peggior anno dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. E anche l’anno 2021, perlomeno fino all’estate sarà molto compromesso. Secondo gli analisti, il Paese ci metterà non meno di tre anni per ritornare ai valori economici precedenti al Covid-19.

L’Italia spera moltissimo nel “New Generation EU” (il piano europeo da 211 miliardi di euro di finanziamenti spettanti alla Penisola, di cui 78 miliardi a fondo perduto) e mi auguro che il Governo, al di là delle polemiche politiche, si appresti a richiedere anche il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) che assicurerebbe ulteriori 37 miliardi di euro a tassi agevolati destinati alla sanità. Con questi denari si potrebbero fare molte assunzioni di medici e infermieri, sistemare gli ospedali e ripristinare il sistema sanitario territoriale che più ha sofferto in questa crisi che in campo sanitario affonda nei tagli apportati al comparto da Monti in poi.

Ci aspetta uno scenario mondiale molto, molto incerto nel quale l’Europa, come sta accadendo da un po’ di tempo in qua, non sta svolgendo un ruolo da protagonista, con gli Stati Uniti d’America che non sappiamo che strada sceglieranno col nuovo presidente, completamente divisi e nell’incertezza totale, e con una Cina che, stranamente, ha già risolto la crisi provocata dal virus Covid-19 e che anche nel 2020, unico Stato al mondo, avrà un PIL in aumento sostanzioso.

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