Unioncamere Veneto: nel III trimestre economia vitale ma imprevedibile

Produzione industriale ancora in calo (-2,4%) ma meglio del tonfo del II trimestre (-22,4%).

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Dall’indagine di Unioncamere Veneto, condotta su un campione di oltre 2.000 imprese venete di 11 settori e di tutte le sette province, emergono indizi di ottimismo e vitalità, ma che ha il “limite” di essere stata condotta in ottobre e dunque prima dell’arrivo del nuovo pesante pacchetto di restrizioni. 

VenetoCongiuntura, il report trimestrale di Unioncamere Veneto presentato a Padova dal presidente, Mario Pozza, e dal presidente della Camera di commercio di Padova, Antonio Santocono, si apre con l’immagine di una sfera di cristallo: «di giorno in giorno – dice Pozza – il sentiment degli imprenditori cambia, la tensione è molta, e per quanto possa essere puntuale e tempestiva, di fronte all’imprevedibilità del giorno dopo qualsiasi analisi rischia di non essere aderente alla realtà». 

«Stiamo vivendo in un contesto che sembra realizzare le nostre più fosche previsioni – prosegue Santocono -, ma nell’instabilità possiamo comunque intercettare la propensione a reagire degli imprenditori». 

In termini numerici, la produzione industriale nel terzo trimestre risulta in calo di 2,4 punti rispetto allo stesso periodo del 2019, in netto miglioramento rispetto al -22,4% rilevato nel secondo trimestre. Una tendenza simile è rispecchiata dagli ordini (-2% quelli interni e -2,7% gli esteri) e dal fatturato (-3,7% in generale sul quale pesa una flessione del 5,7% sul fronte dei mercati esteri).

Relativamente alla produzione, i settori più depressi appaiono quelli dei mezzi di trasporto (-12,2%) e del tessile abbigliamento calzature (-12%) mentre, fra gli unici tre che denotano nel terzo trimestre una crescita sul 2019, vi sono la gomma plastica (+4,8%) e il legno e mobile (+4,2%). 

Uno sguardo ai segmenti più in affanno, vede la produzione calare del 4,5% nelle aziende con meno di 50 addetti (quelle con dimensione maggiore si fermano al -1,2%) e nelle realtà che si occupano di beni intermedi (-4,3%), mentre il comparto dei beni di consumo, con un -0,6%, è sostanzialmente stabile rispetto al terzo trimestre del 2019. 

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