Dolomiti Unesco: per i punti di particolare interesse limiti di capacità di carico e nuove misure di gestione

Studio innovativo della Fondazione con focus su Valle di Braies e Tre Cime di Lavaredo. Prossimamente indagine anche sulla Val di Tovel. Tonina: «fondamentale basare scelte interregionali su monitoraggi accurati». 

0
88
fondazione Dolomiti unesco patrimonio naturale dell'umanità Unesco
Il nuovo balcone panoramico Dolomiti Unesco a Col Raiser in Val Gardena.

Nel territorio del Patrimonio Mondiale Dolomiti Unesco sono numerosi i punti di particolare attrazione – detti “hotspot” o “punti caldi” – per i visitatori che portano ad un eccessivo carico antropico su queste aree. Il limite della capacità di carico in due di queste aree (Valle di Braies e Tre Cime di Lavaredo) è il tema centrale dello studio innovativo della Fondazione Dolomiti Unesco in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e del Dipartimento di economia dell’Università di Venezia. 

Lo studio è stato coordinato dalla Rete interregionale della FondazioneSviluppo, turismo sostenibile e mobilità”, coordinata per tutte le Dolomiti dalla Provincia di Bolzano con l’obiettivo l’individuazione di una gestione più sostenibile dei flussi di visitatori e una migliore esperienza di visita nelle aree del Patrimonio Mondiale Dolomiti Unesco da parte dei visitatori, il tutto nel rispetto dell’ambiente nonché della sostenibilità economica e sociale. In futuro un’analisi del tutto simile sarà focalizzata sull’area naturalistica della Val di Tovel.

Avvalendosi dei dati riferiti alle aree pilota del 2018 e di “big data” provenienti da Vodafone Analytics, TripAdvisor, Istat e Banca d’Italia, nonché interviste, gli esperti hanno valutato gli impatti dei flussi annuali di visitatori nelle due aree e le rispettive capacità di carico (ambientale, sociale ed economica) e suggerito misure d’intervento. I principali risultati dello studio nelle due aree pilota e le possibili misure da attuare sono stati illustrati dal professor Jan Van der Borg, responsabile del gruppo di ricerca internazionale insieme al presidente della Fondazione Dolomiti Unesco e assessore all’ambiente della provincia di Trento, Mario Tonina, e all’assessore all’ambiente della provincia di Bolzano, Maria Hochgruber Kuenzer.

«La pressione su aree eccezionali, ma anche fragili e sensibili come la valle di Braies o le Tre Cime di Lavaredo, ha superato il limite di tollerabilità. Troppe persone concentrate in pochi luoghi, in pochi periodi dell’anno. La natura ne risente, l’esperienza di visita perde unicità e significato e viene messa in discussione la qualità della vita – ha affermato Hochgruber Kuenzer -. Questo è un campanello d’allarme a cui dobbiamo prestare particolare attenzione: a noi il compito di gestire insieme la situazione individuando soluzioni condivise. I dati scientifici costituiscono una base efficace a tal fine».

«Con questo studio abbiamo iniziato un importante processo di monitoraggio del Patrimonio Mondiale Dolomiti Unesco che consente a noi decisori di avere dati precisi accurati come sui quali basare la nostra azione. Sappiamo quanto l’epidemia da Covid-19 abbia fatto aumentare il desiderio di visitare le aree di montagna a scopo ricreativo. Questo è uno dei motivi per cui vogliamo continuare sulla strada che abbiamo intrapreso» ha detto il presidente della Fondazione Dolomiti Unesco, Mario Tonina, esprimendo l’auspicio che si riesca a radicare sempre più la consapevolezza di quanto sia fondamentale e imprescindibile garantire un’efficace collaborazione interregionale a tutti i livelli, gestendo questo Patrimonio come un unicum, dal Brenta alle Dolomiti Friulane.

Come ha riferito Tonina, sulle aree di Braies e le Tre Cime si è in attesa dei dati sulla stagione 2020, che evidenzieranno l’impatto del Coronavirus su un’estate anomala. Prossimamente il metodo d’indagine verrà esteso anche ad un’altra area studio, il lago di Tovel, nelle Dolomiti di Brenta.

Il professor Jan Van der Borg ha illustrato in dettaglio gli esiti dello studio da cui emergono alcuni suggerimenti in riferimento alla capacità di carico degli “hotspot” presi in esame, evidenziando che la quantità spesso confligge con la qualità. Per quanto riguarda il lago Braies, il numero dei visitatori (giugno-settembre 2018) è di molto superiore alla capacità di carico del sito, con giornate di picco di oltre 17.400 persone al giorno e una densità fino a 188 persone per ettaro. Non è solo una questione di mobilità, ma è legata al numero massimo di persone che possono trovarsi contemporaneamente in questo luogo per non compromettere la capacità di tollerare il carico a livello ambientale/sociale/economico. I limiti proposti, elaborati secondo la metodologia dell’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO), devono essere intesi come opportunità per gestire al meglio queste aree nel rispetto delle questioni ambientali, sociali ed economiche. Un campanello d’allarme è il fatto che la valutazione dell’esperienza di visita da parte dei visitatori è in calo, soprattutto nelle giornate di sovraffollamento.

Se l’area di Braies viene considerata come parco naturale, il limite di affollamento consigliato dall’Organizzazione mondiale del turismo è di 1.500-2.500 persone al giorno; di 4.500–6.000 persone al giorno se considerato come area escursionistica. Per quanto concerne il carico sociale, relativo alla percezione delle persone che visitano l’attrazione, la qualità della visita da parte di turisti ed escursionisti rimane a livello medio se si pone un limite di 9.000 persone al giorno. Per l’area delle Tre Cime di Lavaredo se il sito viene considerato come parco naturale il limite consigliato per il carico naturale è di 2.700–3.000 persone al giorno e di 7.000–7.500 persone al giorno se considerato come area escursionistica e in riferimento al carico sociale, la qualità della visita da parte di turisti ed escursionisti rimane a livello medio se si pone un limite di 4.000 persone al giorno.

Le interviste e la consultazione con i portatori di pubblico interesse, insieme ai risultati sulle criticità dell’area hanno portato ad alcune indicazioni gestionali. Le azioni immediate concernono la regolamentazione dell’accesso alle aree prese in considerazione. Per il lago di Braies il processo di regolamentazione è già in corso per mezzo dell’accesso con navette e prenotazione obbligatoria. Per l’area delle Tre Cime di Lavaredo, invece, viene caldamente consigliato di agire per ridurre drasticamente il traffico a Misurina e favorire l’accesso con mezzi pubblici, eliminando le automobili a Misurina.

Inoltre, il suggerimento formulato è personalizzare l’esperienza e la modalità di accesso per diverse tipologie di turisti (residenti, turisti, escursionisti, per provenienza, ecc.). In particolare, sarebbe opportuno incentivare gli accessi a piedi o in bici, creare momenti di fruizione diversi e penalizzare l’utilizzo dell’auto privata. Inoltre si propongono come azioni di gestione come il monitoraggio dei flussi dei visitatori e dei vari livelli di sostenibilità nonché la promozione di una più efficace collaborazione a livello territoriale e la costituzione di una cabina di regia per una migliore gestione interregionale e l’attuazione di una visione strategica condivisa.

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, consultate i canali social:

Telegram

https://t.me/ilnordest

Twitter

https://twitter.com/nestquotidiano

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano/

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian/

© Riproduzione Riservata