Dalla fusione di Parmareggio-Agriform nasce il leader nei formaggi Dop

Realtà attiva da gennaio 2021 con fatturato di 580 milioni di euro, 20 caseifici e oltre 2.000 allevatori.

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Sull’asse agricolo Mantova-Verona nasce un colosso dei formaggi Dop con la fusione Parmareggio-Agriform: entro la fine del 2020 i soci di Parmareggio, che ha sede a Modena ed è leader di mercato nel Parmigiano Reggiano, e quelli di Agriform, che ha sede a Sommacampagna (Verona) ed è la prima realtà veneta nel settore del Grana Padano, Asiago, Piave e altri formaggi tipici regionali Dop, si fondono per arrivare ad una realtà unica a partire dal primo gennaio 2021. 

La nuova entità nel mondo caseario debutterà con un fatturato di 580 milioni di euro, di cui quasi 170 realizzati all’estero, e punta a porsi ai vertici del mercato dei formaggi grana Dop, potendo peraltro garantire il controllo completo della filiera produttiva attraverso le rispettive basi sociali: il nuovo gruppo riunirà oltre duemila allevatori e una ventina di caseifici soci. 

Il processo di integrazione riconosce alla componente veneta una quota di minoranza qualificata nella nuova società, protetta da una serie di patti parasociali che le consentiranno un sostanziale equilibrio nella gestione e il controllo di tutte le operazioni di natura straordinaria. 

Confagricoltura Verona guarda con molto interesse alla nuova società Parmareggio-Agriform: «il momento è difficilissimo per i nostri produttori, dato che il prezzo del latte oscilla dai 32 ai 35 centesimi, vale a dire cifre da fame – ha osservato Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona -. La situazione è critica e il settore rischia il collasso: mentre le vendite del prodotto scendono a causa del blocco del canale Ho.Re.Ca., i prezzi dei mangimi e dei cereali a uso zootecnico sono schizzati in alto del 20%». 

Ferrarese vede «con grande favore la futura aggregazione, in quanto andrà a creare un grande polo che riuscirà ad avere importanti sbocchi sul mercato grazie a un paniere di formaggi molto vasto, che andrà dal Grana Padano al Parmigiano Reggiano, dal Monte Veronese ad altri formaggi veneti. Di conseguenza anche per i nostri allevatori saranno maggiori le possibilità di vendere il loro latte e con una remunerazione più soddisfacente».

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