Legge di bilancio 2021: che caos!

Il governo BisConte brancola nel buio sull’allocazione delle risorse, tra fondi che mancano e piani europei che tardano ad arrivare. Di Mauro Marino, nato a Peschiera del Garda, esperto di economia

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legge di bilancio

Nella notte tra sabato 17 e domenica 18 ottobre il Consiglio dei ministri in una delle “solite maratone notturne” ha approvato il disegno di Legge di Bilancio 2021 con la formula di rito “salvo intese” oramai diventata consuetudine negli ultimi governi della Repubblica.

La Legge di Bilancio è uno dei momenti cruciali per il Paese perché mette sul tappeto quelli che sono i programmi economici che il Governo decide di attuare nel corso dell’anno successivo. 

Da un po’ di tempo a questa parte (da quando esiste l’Unione Europea), l’iter per arrivare all’approvazione della Legge di Bilancio è un po’ complesso. Entro il 30 aprile di ogni anno il governo presenta in Parlamento il DEF-Documento di economia e finanza. Questo testo viene inviato alla Commissione Europea che esprime un primissimo parere e formula eventualmente qualche osservazione. In seguito, il governo entro settembre presenta il NADEF (la nota di aggiornamento al DEF). Il testo con le variazioni apportate viene quindi spedito nuovamente alla Commissione Europea, che esprime un parere non ancora definitivo, che arriverà nella primavera successiva. 

In seguito, il disegno di Legge di Bilancio viene approvato dal Consiglio dei ministri e successivamente il documento approda nelle Commissioni parlamentari dove viene effettivamente discussa la manovra e vengono apportate le sostanziali modifiche al testo originario. Modifiche che molto spesso diventano “un assalto alla dirigenza”, motivo per il quale, dovendo mantenere i saldi contabili in equilibrio, è necessario trovare le “coperture” per non sforare quanto preventivamente deciso dal governo.

Infine, la manovra approda all’Aula parlamentare e, dopo i due passaggi da parte di Camera e Senato, entro il 31 dicembre di ogni anno (salvo ricorso all’esercizio provvisorio) il testo viene approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale di modo che gli effetti della legge decorrano dal 1° gennaio dell’anno successivo.  

Il lavoro nelle varie Commissioni parlamentari è molto importante perché da alcuni anni a questa parte, quando finalmente il testo arriva in Aula parlamentale, ci si trova spesso già a dicembre inoltrato e dovendo approvare il testo entro il 31 dicembre: con il Natale in mezzo, già diverse volte è stata chiesta la fiducia per far approvare la Legge di Bilancio dai due rami del Parlamento velocemente a “scatola chiusa” e senza cambiamenti. Come è noto, se la Camera dei Deputati approva un testo questo deve essere approvato dal Senato della Repubblica assolutamente identico. La variazione, anche di una sola parola del testo, comporta un ulteriore passaggio parlamentare nell’altra camera. 

La degenerazione di questa prassi arriva al suo massimo quando il governo appone la fiducia sul testo della Legge di Bilancio e, per evitare infinite votazioni palesi su ogni articolo, la legge viene trasformata in un unico articolo monstre composto da centinaia di pagine e migliaia di commi, che viene approvato con un’unica votazione. Poi il testo passa anche all’altra camera e sempre con l’istituto della fiducia viene approvato il tutto.

Tornando alla famosa notte tra il 17 e il 18 ottobre, il Governo, in piena pandemia, ha approvato il disegno di Legge di Bilancio 2021. La manovra vale 38 miliardi di euro, di cui 23 in deficit e 15 miliardi a fondo perduto che devono arrivare dal famosoNext Generation Eu”. 

Ma cos’è questo “Next Generation Eu”? È un piano straordinario di aiuti economici nato per rispondere alla terribile pandemia da Covid-19 che ha colpito l’Europa. Questi aiuti economici sono in maggior parte dei prestiti e per una parte minoritaria a fondo perduto. I denari saranno erogati in maniera differente in base a quanto un paese è stato colpito dal Covid-19. Nelle prime riunioni della Commissione UE, secondo un primo riparto all’Italia era stata assegnata la fetta più grossa: 127 miliardi di euro di prestiti a tasso ridotto e circa 82 miliardi a fondo perduto per un totale di circa 209 miliardi di euro. Proprio in questi giorni alcuni Paesi come l’Ungheria e la Polonia (cosiddetti Paesi sovranisti) cui s’è aggiunta anche la Slovenia stanno contestando queste cifre, con il risultato che decisione finale sarà rinviata di qualche mese. Motivo per il quale i primi fondi non saranno disponibili prima della metà dell’anno 2021. Senza considerare il fatto che c’è chi dice addirittura che, dal momento che tutti i parlamenti dei Paesi dell’UE devono approvare il piano di aiuti, questi fondi potrebbero arrivare addirittura alla fine del 2021. Con l’aggiunta che già nel mese di febbraio bisognerà presentare i progetti per ottenere i finanziamenti e l’Italia al momento non è ancora pronta.

Si capisce immediatamente come nei bilanci di ogni Stato e in particolare modo in Italia questa tempistica sarebbe a dir poco disastrosa dal momento che più di un terzo dei fondi necessari a finanziare la Legge di Bilancio 2021 dovrebbero arrivare proprio dal “Next Generation Eu”.

Le diplomazie di Germania e Francia in particolare sono già al lavoro e si può immaginare le pressioni che faranno su questi tre Paesi per far sì che alla fine si trovi un compromesso per far fronte alla situazione, anche per far finire in bellezza il semestre di presidenza Ue da parte della Germania. Ma i tempi inevitabilmente si allungheranno.

La bozza della manovra al momento prevede misure per il rilancio delle imprese, per il sostegno alle famiglie, interventi su sanità, scuola, università e ricerca. Sono previste assunzioni nel pubblico impiego, soprattutto nelle forze dell’ordine, nella sanità e nei tribunali, ci saranno sgravi speciali per l’occupazione giovanile e femminile e misure per il Mezzogiorno. Nel settore previdenza, la conferma di “opzione donna” e l’ape sociale e dovranno essere stanziati necessariamente fondi per aiutare le attività economiche più colpite da Covid-19. Per fortuna è già superato il famoso art. 208, che aveva fatto rizzare i capelli a più di qualcuno, prevedendo un fondomance” per le esigenze dei singoli parlamentari di ben 1,2 miliardi di euro in un biennio.

In questo clima di incertezza è del tutto evidente che nel disegno di Legge sono state esplicitate solamente le linee guida e la partita (tra l’altro con il Covid-19 di mezzo) si giocherà necessariamente a fine dicembre e sarà già molto positivo se in queste condizioni non si sarà costretti a ricorrere all’esercizio provvisorio.

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