Alto Adige, Heimatbund diffonde manifesti inneggianti al terrorista Sepp Kerschbaumer

Protesta di Fratelli d’Italia: «atteggiamento intollerabile».

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Il manifesto dell'Heimatbund che commemora anniversario della morte del terrorista altoatesino Sepp Kerschbaumer .

In Alto Adige gli spazi delle affissioni come quelli delle pensiline delle fermate degli autobus ospitano in questi giorni, su iniziativa dell’Heimatbundmanifesti inneggianti alla figura dei terroristi (o patrioti: dipende dai punti di vista…) degli anni Sessanta del secolo scorso, ad iniziare da quel Sepp Kerschbaumer, deceduto il 7 dicembre 1964 nel carcere di Verona, e dei suoi “compagni combattenti”, autori di 361 attentati e 21 morti tra i quali 15 appartenenti alle forze dell’ordine italiane, che ormai decenni or sono scatenarono la tempesta di fuoco e di bombe sull’Alto Adige.

La firma in calce a questi manifesti (a fianco a quella dello Heimatbund, organizzazione che nacque per raccogliere gli ex terroristi in una sorta di macabro sindacato politico) è quella degli Schützen, organizzazione a struttura paramilitare (già di per sé elemento di aperto conflitto con le regole costituzionali), beneficiaria di corpose elargizioni pubbliche da parte della Provincia di Bolzano e dei comuni altoatesini per la sua struttura ed attività di carattere generale.

«Non è più tollerabile. Abbiamo già presentato una richiesta ufficiale alla Provincia di Bolzano per chiedere l’immediata sospensione di ogni contributo pubblico a questa organizzazione che si colloca in un’area grigia fra secessionismo e apologia di reato – tuona il consigliere provinciale altoatesino e coordinatore regionale di Fratelli D’Italia, Alessandro Urzì -. Mentre in tutta Italia si è esultato per la riconsegna alle patrie galere di Cesare Battisti (dei Comunisti combattenti), in Alto Adige si svolgono campagne inneggianti a protagonisti della violenza omicida».

«Lo ripetiamo: anche la Notte dei fuochi ebbe il suo morto e tanti ne seguirono negli anni successivi. Inutile fare le verginelle: anche le migliori cause non possono mai tollerare soprattutto in democrazia il ricorso all’uso delle armi fuori dalla legge – prosegue Urzì -. La Provincia ora è chiamata ad assumere decisioni definitive: ci appelliamo anche alla componente di lingua italiana della Lega che ponga senza mezzi termini la questione in giunta pretendendo la sospensione immediata di ogni contributo a questa organizzazione».

Urzì vuole richiamare il governo BisConte, attraverso il capogruppo alla Camera Lollobrigida «perché la Costituzione sia rispettata. La società che ha affisso i manifesti evidentemente non ha posto veti sulla loro pubblicazione. Si chiede che lo faccia come già fece con i manifesti di una organizzazione politica vicina agli Schützen che accusava i medici di lingua italiana di condannare a morte i pazienti di lingua tedesca».

La “celebrazionealtoatesina del dinamitardo Sepp Kerschbaumer ha avuto risvolti anche in Trentino, con la locale compagnia Schützen di Trento, intitolata al “major” Giuseppe de Betta, che ha esposto nel capoluogo 40 manifesti in suo ricordo. L’iniziativa degli Schützen trentini è stata organizzata in collaborazione con il partito Südtiroler Heimatbund, che ha deciso di esporre il manifesto nei capoluoghi del vecchio Tirolo austroungarico (comprendente le città di Trento, Bolzano e Innsbruck). 

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