Bilancio Unione Europea: anche nel 2021 l’Italia sarà un contribuente netto

Bitonci: «“Next Generation Ue”, nessuna “pioggia mai vista prima di miliardi europei” per l’Italia». Secondo uno studio pubblicato su HuffPost da un esperto di fondi europei il bilancio finale per il Belpaese rimane negativo per 35,6 miliardi di euro.

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C’è puzza di bruciato e aria di ennesima presa in giro ai danni dell’Italia negli annunciati bilancio Unione Europea 2021-2027 e nel piano “Next Generation Ue” che dovrebbe assegnare ai paesi dell’Unione risorse economiche (tra fondo perduto e prestiti agevolati) per uscire dalla gravissima crisi economica provocata dalla pandemia da Covid-19.

Di fatto, secondo una serie di conteggi dettagliati di seguito, il rapporto dare/avere dell’Italia nei confronti dell’Ue rimarrà comunque negativo per ben 35,6 miliardi di euro! «Alla faccia della “pioggia mai vista prima di miliardi europeisotto cui anelano fare il bagno Conte, Di Maio e Kompagni belliafferma il commercialista padovano e deputato della Lega, Massimo Bitonci -. Di sicuro, l’unica certezza per gli italiani è una bella tosata fiscale tramite quella patrimoniale che il ministro Dem Roberto Gualtieri sta serenamente preparando».

Secondo un dettagliato studio pubblicato su HuffPost realizzato da Andrea Del Monaco, esperto di fondi comunitari, emerge una realtà diversa basata sui conteggi dei bilanci comunitari dell’ultimo settennato e una previsione su quello entrante, tra i contributi versati dall’Italia al bilancio comunitario e quanto l’Italia ha ricevuto da Bruxelles in vari fondi, spesso non spesi integralmente.

Dal conteggio di Del Monaco sul settennato 2012-2018, l’Italia ha versato 112,85 miliardi di euro, ricevendone indietro come contributi 76,49 miliardi, con un saldo negativo di ben 36,3 miliardi, pari a 5,2 miliardi/anno di contribuzione netta. «Fin qui nulla di nuovo, visto che l’Italia è da anni un contributore netto al bilancio comunitario, soprattutto dopo l’allargamento ad Est dell’Unione con la conseguente necessità di aiutare lo sviluppo di tanti paesi in pesante arretratezza economica» dice Bitonci.

Cosa succede con il settennato 2021-2027? Sulla pista di lancio c’è un bilancio Unione Europea da 1.074,3 miliardi di euro in corso di approvazione da parte della Commissione europea, cui s’aggiunge il piano straordinario di aiuti per superare gli effetti della crisi economica causata dalla pandemia da Covid-19, il “Next Generation Ue”, per altri 750 miliardi. 

Del Monaco, riferendosi a documenti ufficiali presentati dal premier Giuseppe Conte in una nota informativa alla Camera dei deputati il 22 luglio 2020, evidenzia come anche nel prossimo bilancio settennale ordinario dell’Ue il rapporto dare/avere dell’Italia nei confronti dell’Ue rimarrà negativo, meno di quello precedente (2,9 miliardi/anno contro i 5,2 miliardi/anno), ma l’Italia rimane pur sempre un contributore netto.

Cosa succede con il fondo straordinarioNext Generation Ue” attorno alla cui gestione i partiti della maggioranza di governo del BisConte si stanno azzuffando per spartirselo? Anche qui, Del Monaco è drasticamente chiaro: basandosi su un documento previsionale redatto dalla stessa Commissione europea, si prevede che ciascun paese riceverà subito la totalità dei contributi a fondo perduto e la metà dei prestiti agevolati a fronte del contestuale versamento del contributo dovuto da ciascun paese. Dei 209 miliardi complessivi spettanti all’Italia, ne arriverebbero così subito 153 miliardi a fronte di un versamento di 96,3 miliardi. «Di primo acchito – evidenzia Bitonci –, il risultato appare positivo, ma espungendo dal totale l’ammontare dei prestiti che vanno comunque restituiti, emerge come l’Italia, per il solo fondo perduto, versi 96,3 miliardi a fronte di 81 miliardi che dovrebbe ricevere, con un conseguente saldo negativo di 15,3 miliardi. Se poi si somma il disavanzo derivante dal “Next Generation Ue” (15,3 miliardi) a quello derivante dalla gestione ordinaria (20,3 miliardi), emerge come per l’Italia non cambi nulla rispetto al settennato precedente: rimane sempre un contributore netto per 35,6 miliardi di euro».

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