Covid-19: Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna dal 10 gennaio diventano zona “arancione”

Zaia: «accettiamo le decisioni dell’Iss». Bisato: «troppo poco, avrebbe dovuto diventare “rosso”». Pozza: «ora servono ristori certi e congrui per le aziende penalizzate».

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covid-19 zona arancione

Il dato è tratto: dal 10 al 15 gennaio prossimo, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna diventano zonaarancione” con limitazione alla mobilità sul territorio e all’apertura delle attività economiche e dei servizi pubblici.

«Come ho sempre sostenuto, al pari anche di tutte le altre Regioni, la decisione della classificazione in aree deve essere competenza esclusiva dell’autorità scientifica, che per noi è l’Istituto Superiore di Sanità. Prendiamo atto di questa nuova classificazione, che viene in un momento non facile per il Veneto, così come per l’Italia, l’Europa e il Mondo, messi a dura prova in queste ore – commenta a caldo il governatore del Veneto, Luca Zaia -. Non dimentichiamo la situazione in tutta Europa, con la Germania che ha mille morti al giorno e ha prolungato il suo confinamento, o con l’Inghilterra che registra 58.000 casi ogni giorno». 

Per Zaia «dobbiamo anche porre molta attenzione a quanto ci dice la lettura dei dati da parte della comunità scientifica, e cioè che noi siamo due settimane in ritardo rispetto alla terza ondata che sta interessando Germania, Inghilterra e tutta l’Europa». 

Zaia rivolge un appello al Governo: «bisogna fare presto, prestissimo, con la messa a disposizione dei ristori per le categorie imprenditoriali e commerciali che devono chiudere o che comunque vedranno assottigliarsi il flusso dei clienti. I mancati fatturati di tante categorie economiche vanno compensati al più presto».

Tema degli indennizzi alle attività economiche penalizzate rilanciato da Unioncamere Veneto: per il presidente Mario Pozza «non possiamo nascondere la nostra preoccupazione per le attività colpite da queste misure, in particolare bar, ristoranti, alberghi e mondo dello sci che sono alcune di quelle che pagano il conto più salato. Per questo è fondamentale stanziare immediatamente dei ristori e farli arrivare sul territorio in tempi brevi come chiesto dal presidente Zaia. Insieme agli aiuti serve la cancellazione delle scadenze fiscali, altrimenti le risorse stanziate saranno utilizzate per pagare le tasse».

Chi non s’accontenta del passaggio dalla zonagialla” a quella “arancione” è il Pd veneto che, per bocca del suo segretario regionale Alessandro Bisato, reclama più severità: «senza restrizioni il contagio non rallenta. Gli operatori ci dicono da più di un mese che non ce la fanno più e chiedono che il Veneto diventi zonarossa”. La Regione del Veneto può gestirsi, e il presidente Zaia deve decidere. L’esempio della Toscana è emblematico: dopo due settimane di zona rossa l’epidemia è rientrata e l’economia ha potuto riprendere. Ma il grido d’allarme che arriva dagli ospedali è univoco e la Regione deve intervenire». 

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