Donazzan intona “Faccetta nera” alla Zanzara e scatta il riflesso Dem

Tra “Bella Ciao” e “Faccetta Nera” l’esponente veneta di Fratelli d’Italia non ci pensa due volte. Immediata la reazione Dem: «chi intona inni fascisti non può rappresentare i veneti né fare l’assessore all’Istruzione».

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faccetta nera

Bufera sull’assessore all’istruzione del Veneto, Elena Donazzan (Fdi), per la sua partecipazione alla trasmissione radiofonicaLa zanzara” su Radio24 in cui ha improvvisato, dovendo scegliere quale motivo cantare tra “Bella Ciao” e “Faccetta Nera”, ha scelto il secondo giustificandosi con ragioni di famiglia e azzardando la tesi che Mussolini abbia fatto anche «cose buone» come la fondazione di Iri e Inps. 

Tanto è bastato per attirarsi le ire delle forze di centrosinistra e anche la richiesta di scuse dal presidente Luca Zaia. L’episodio risale alla puntata di venerdì scorso nella trasmissione condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo: i due hanno interpellato e provocato Donazzan a proposito della campagna pubblicitaria della pasta La Molisana che ha battezzato alcuni suoi formati ricorrendo a nomi del Ventennio fascista. 

Donazzan, accennando la marcetta del Ventennio, ha ricordato di averla «imparata da bambina», di avere uno zio, Costantino, che faceva parte delle milizie mussoliniane e di preferire quel canto a “Bella ciao”, «che piacerà alla Boldrini». Una “performance” che non è piaciuta alle forze di opposizione, in particolare il gruppo Pd al Consiglio regionale, che ha annunciato un’interrogazione a Zaia «non solo per chiedergli di dissociarsi ufficialmente, ma per sapere se intende toglierle le deleghe, visto che lei non darà autonomamente le dimissioni». Altre richieste di dimissioni sono venute da altri esponenti delle opposizioni.

Il commento di Zaia non si è fatto attendere: «l’assessore si deve quantomeno scusare. Conosco la sua sensibilità», circoscrivendo l’episodio a un contesto di satira, pur ammettendo che “Faccetta nera” «riprende un periodo buio, ed è inevitabile che in molte persone sia stata urtata la sensibilità».

Alla fine, Donazzan ha presentato le scuse, precisando di volerlo fare solo e soprattutto verso chi vuole «ottenere una reale ed effettiva pacificazione nazionale, assicurando dignità di memoria a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita durante la guerra civile tra il 1943 ed il 1945». Per Donazzan «ecco di cosa si occupa la sinistra italiana nel periodo più tragico della nostra storia repubblicana: di fascismo. Ho scoperto dunque che trovano il tempo non solo per litigare tra loro per mantenere in vita un governo che sta falcidiando la nostra economia, ma anche per montare un caso nazionale sulla mia partecipazione a “La Zanzara”, trasmissione che tutti conosciamo come goliardica e a tratti irriverente. A tutti quelli, invece, che non vedono l’ora di sfruttare certe strumentalizzazioni per ribadire odio e livore, non ho nulla da dire. Sarebbe inutile».

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