Dal 17 gennaio un Italia tricolore giallo-arancio-rosso

Il NordEst varia dal rosso dell’Alto Adige e Lombardia all’arancio di Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna fino all’isola gialla del Trentino.

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italia tricolore

Il ministero della Salute ha diffuso la nuova mappa dell’Italia tricolore, con un trionfo di arancio e di rosso, ad indicazione di come la diffusione della pandemia da Covid-19 sia tutt’altro che fermata. Anzi.

Nella nuova ordinanza che entra in vigore domenica 17 gennaio, tre regioni vanno in area rossa: sono l’Alto Adige, Lombardia e Sicilia. Più folto il numero delle regioni in arancio: oltre alle confermate Calabria, Emilia Romagna e Veneto, entrano nella squadra altre nove regioni, ovvero Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta. Solo sei le regioni in area gialla: sono Sardegna, Basilicata, Toscana, Trentino e Molise. 

Di fatto, il NordEst varia tra il rosso di Lombardia e Alto Adige all’arancio di Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, con la riserva indiana gialla costituita dal Trentino, nonostante i dati di affollamento delle terapie intensive e dei letti non intensivi di area Covid fossero tra i più elevati d’Italia.

Nelle aree arancio dell’Italia tricolore sono vietati gli spostamenti tra regioni, mentre sono consentiti, dalle 5 alle 22, quelli all’interno del comune di appartenenza. Per chi risiede in comuni con meno di 5.000 abitanti sarà possibile raggiungere altre località entro i 30 km dalla propria residenza, senza andare verso i capoluoghi di provincia. Resta valida la regola che consente una sola volta al giorno a un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici. I negozi resteranno aperti, mentre i bar e ristoranti saranno chiusi al pubblico. Il servizio da asporto è consentito fino alle 22.00, per le bevande fino alle 18.00. 

I centri commerciali rimarranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiusi i musei e altri luoghi di cultura; stop anche a piscine, palestre, teatri, cinema. 

Fortemente scettico sui risultati dell’isola gialla del NordEst, il prof. Davide Bassi, ex rettore dell’Università di Trento: «il Trentino è rimasta l’unica isola felice del NordItalia e non è dato sapere il perché, visto che contagi degli ultimi giorni non prospettavano nulla di buono. Ancora una volta – afferma Bassi – a fronte di 2.118 contagi tra test molecolari ed antigenici registrati in Trentino ne sono stati comunicati alla Protezione Civile italiana 1.333 casi, mentre contagi registrati dall’Istituto Superiore della Sanità ammontano a solo 624 casi, pari ad un terzo di quelli veri». Da qui un’amara conclusione di Bassi: «questa storia va avanti da mesi nella totale indifferenza delle autorità ministeriali che dovrebbero controllare la consistenza dei dati forniti dal Trentino, consentendo alla Provincia di rimanere sempre in zona gialla malgrado l’elevata circolazione del virus. Così vanno le cose nel Belpaese: c’è sempre spazio per un’interpretazione furbetta delle regole, utile per eludere i controlli, anche se poi il conto delle sofferenze lo pagano i cittadini, senza che ciò preoccupi i nostri decisori politici».

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