Giorno della Memoria, alla Risiera di San Sabba a Trieste la cerimonia solenne

Il campo di sterminio più a Sud del reich nazista ha ospitato la commemorazione del massacro di milioni di ebrei e di disabili nel LXXVI anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Asushwitz.

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La celebrazione del Giorno della Memoria alla Risiera di San Sabba a Trieste.

La più importante celebrazione del “Giorno della Memoria” del NordEst è quella che si è svolta nella Risiera di San Sabba a Trieste, Monumento nazionale, unico e più meridionale campo di sterminio nazista con forno crematorio realizzato in Italia.

Ad aprire le celebrazioni il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza: «tra queste mura, in questo luogo che è un cenotafio, dove si viene a piangere qualcuno e dove l’ideologia deve restare fuori, l’uomo ha perso i valori, la ragione, la pietà, ha straziato, torturato, passato per le armi, assassinato, giovani, uomini, donne, italiani, sloveni, croati, tantissimi ebrei appartenenti alla nostra comunità cittadina. Persone, culture, religioni che da sempre contribuiscono alla crescita economica, culturale e sociale di Trieste. In questo Giorno della Memoria, istituito dal parlamento italiano nel 2000, rinnoviamo – ha detto Dipiazza – l’impegno affinché il silenzio non possa cancellare la consapevolezza di ciò che è accaduto e onoriamo tutte le vittime di quegli anni atroci, dove il nazismo ed il fascismo hanno calpestato i principi inalienabili che sono il rispetto della vita e delle libertà, di tutte le libertà. L’Olocausto ha segnato il destino di un popolo. In questo luogo e’ stata uccisa la libertà».

All’intervento del sindaco di Trieste Dipiazza è seguito quello del sindaco di San Dorligo della Valle Dolina, Sandy Klun, in rappresentanza dei comuni “minori” che, sottolineando la difficile la situazione di una pandemia che l’intera umanità non poteva immaginare, ha tra l’altro rivolto il suo pensiero a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la libertà, la pace e la solidarietà.

La cerimonia ha visto quindi la celebrazione dei riti religiosi. Per la comunità cattolica il rito è stato officiato dall’arcivescovo mons. Giampaolo Crepaldi, per la comunità ebraica dal rabbino capo Paul Alexandre Meloni, per la comunità serbo-ortodossa da padre Raško Radovic, per le comunità evangeliche avventista, elvetica, luterana e metodista dal pastore Peter Ciaccio.

Corone d’alloro sono state deposte in apertura da parte di regione Friuli Venezia Giulia, Prefettura e comune di Trieste, rispettivamente con il governatore Massimiliano Fedriga, il prefetto e commissario di Governo Valerio Valenti e il sindaco Roberto Dipiazza. 

Da parte sua, Fedriga ha ricordato la necessità di «continuare a essere presenti al Giorno della Memoria non soltanto per ricordare, ma per costruire il futuro, penso sia fondamentale, perché vedo soprattutto verso il popolo ebraico moltissima intolleranza, violenza e discriminazione. Basti pensare a cosa sta avvenendo in Israele dove la gente deve avere paura ad andare a fare la spesa e a portare i figli a scuola». 

Per Fedriga «la mia preoccupazione è che stiamo andando verso una situazione in cui il pensiero comune alza molto la voce sulla frase scomposta e poi non si interessa su persecuzioni religiose che ci sono: oltre al popolo ebraico, quante chiese stanno prendendo fuoco in Francia? Quanti cristiani perseguitati nel mondo ci sono? Siamo diventati una società un po’ manichea, dove il commento sul social diventa il centro del mondo e le persone ammazzate, perché sono di una religione diversa, invece nessuno le considera. Forse queste giornate ci aiutano ad aprire un po’ di più gli occhi e a intervenire in modo coerente a livello internazionale per tutelare la vita delle persone, diritti e libertà».

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