La giunta dell’Euregio Tirolese decide l’attività 2021

Deliberata la realizzazione di altri due uffici di rappresentanza, a Trento e Innsbruck (oltre a quello già attivo a Bolzano) per avvicinare l’istituzione ai cittadini.

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euregio tirolese
Il cartello stradale installato sul confine Veneto-Trentino sulla statale del Brennero.

La Giunta del GECT dell’Euregio Tirolese formata da Tirolo, Alto Adige e Trentino, si è riunita in videoconferenza tra il capitano del Tirolo e presidente pro tempore dell’Euregio, Günther Platter, e i presidenti dell’Alto Adige, Arno Kompatscher, e del Trentino, Maurizio Fugatti.

«In occasione della conferenza di oggi abbiamo avuto modo di discutere non solo riguardo alla crisi pandemica causata dal Covid-19, che determina la quotidianità in ogni territorio dell’Euregio Tirolese e di tutto il mondo – evidenzia Platter -, bensì siamo stati anche in grado di sviluppare significativamente dei progetti importanti a lungo termine per l’Euregio».

In questo modo è stato possibile elaborare una nuova convenzione ed un nuovo statuto, in base alle proposte dell’EuregioLab espresse l’estate scorsa. A tal proposito era già stata presentata una bozza dall’esperto di diritto europeo, Walter Obwexer. In futuro nove dei 15 membri dell’assemblea dell’Euregio Tirolese saranno espressione dei consigli. Oltre ad un rafforzamento legislativo, vi sarà anche un maggior coinvolgimento del potere esecutivo. Seguendo il modello del Consiglio dell’Unione Europea, i consiglieri provinciali responsabili possono preparare e realizzare i singoli temi fungendo da direttori tecnici su incarico della Giunta. Ciò promuoverà uno scambio più intenso tra gli organi territoriali responsabili.

Coinvolgimento dei cittadini nello sviluppo dell’Euregio Tirolese 

«E’ di particolare importanza la nostra azione nel coinvolgere i cittadini dei tre territorio nella determinazione dello sviluppo dell’Euregio Tirolese», ha sottolineato Platter. Con la creazione dei consigli dei cittadini, costituiti dai membri rappresentativi della popolazione, verranno introdotte nei processi decisionali dell’Euregio proposte su temi molto specifici. Le nuove condizioni quadro del GECT prevedono anche il coinvolgimento dei comuni sotto forma di un “Consiglio consultivo dell’Euregio”. Questo consiglio consultivo verrà implementato assieme ai Consorzi dei comuni, in seguito al completamento del processo di approvazione formale e si prevede che verrà costituito nell’autunno 2021.

Rinnovo dell’istituzione

«Nel 2021 l’istituzione dell’Euregio Tirolese festeggia dieci anni. Attraverso la riforma dello statuto, adattiamo l’Euregio al lavoro dei prossimi dieci anni – ha detto Platter -. Così, in futuro si potranno realizzare progetti in modo più rapido, più efficiente, e soprattutto, con maggiore partecipazione, affinché le persone sentano che l’Euregio Tirolese rappresenta un valore aggiunto anche per loro».

«Il coinvolgimento dei cittadini, dei comuni e il rafforzamento dei parlamenti eletti, sono elementi di grandissima importanza affinché l’Euregio sia sentita e vissuta ancora più intensamente» ha sottolineato Kompatscher. Oggi vengono stabilite le condizioni quadro per una cooperazione ancora più efficiente fra le tre realtà territoriali dell’Euregio Tirolese. Nel corso del primo semestre 2021 Italia ed Austria esamineranno le modifiche riferite agli atti costitutivi dell’Euregio. La firma ufficiale dei nuovi statuti avrà luogo durante la Giornata del Tirolo in occasione del Forum europeo di Alpbach 2021.

Nuovi uffici informazione e coordinamento a Innsbruck e Trento

Un rapporto più vicino ai cittadini sarà favorito tramite due nuovi uffici di informazione e coordinamento, uno a Innsbruck, a partire da maggio, e l’altro a Trento dall’autunno prossimo, in concomitanza con il passaggio della presidenza Euregio Tirolese al Trentino. 

«La nuova sede a Trento sarà nell’elegante edificio storico sotto tutela artistica di Villa Moggioli in centro, adattato alle nuove esigenze, un luogo che farà risaltare sia la nostra speciale autonomia che l’alleanza transfrontaliera che lega il Trentino, l’Alto Adige e il Tirolo» ha detto Fugatti.

Questi due nuovi servizi vanno ad aggiungersi al quello già attivato presso la Casa della Pesa a Bolzano. I cittadini saranno invitati a scoprire di più la realtà dell’Euregio Tirolese per mezzo di una sala espositiva dell’Euregio, allestita al piano terra dell’edificio Menardi nella Wilhelm-Greil-Straße a Innsbruck. La mostra multimediale, che sarà continuamente ampliata per includere argomenti interessanti riguardanti l’Euregio Tirolese, sarà avviata in primavera con la mostra “Storia dell’Euregio”. In estate seguirà la mostra in riferimento all’Anno dei Musei dell’Euregio, in autunno quella riguardante il tema “Bollettino valanghe Euregio”.

Tra le altre cose, è stata decisa l’introduzione della dicitura in ladino riferita all’Euregio ovvero “Lia Europeica de Cooperaziun Teritoriala Euregio Tirol-Südtirol-Trentin”, in breve “Euregio Tirol-Südtirol-Trentin”. 

La giunta dell’Euregio Tirolese si è espressa favorevolmente circa un ulteriore sostegno all’iniziativa altoatesina per una politica alimentare sostenibile e orientata ai cittadini per il futuro dell’Europa.

Il progetto, promosso da Kompatscher nel Comitato europeo delle Regioni, mira a rafforzare i circuiti regionali nella politica alimentare e a rivoluzionare il diritto europeo degli appalti pubblici in questo senso. 

«La domanda dei consumatori di cibo sano proveniente dalla propria regione è in costante crescita. Questa tendenza è evidente in tutta Europa, indipendentemente dalla pandemia – sottolinea Kompatscher -. Il grande obiettivo deve essere quello di fornire alla popolazione un’alimentazione sana e sostenibile. Una produzione sostenibile di cibo regionale avrebbe anche effetti benefici sui circuiti economici regionali e quindi anche sul mercato del lavoro locale».

In molte realtà, i prodotti alimentari regionali formano l’identità. Si tratta di rafforzare invece il valore aggiunto locale e regionale nel cibo, le abitudini alimentari sostenibili e una percezione positiva delle regole comunitarie. Chi vuole una politica alimentare sostenibile dovrebbe dunque permettere un accesso più facile ai prodotti regionali negli appalti pubblici.

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