Progetto GreEnergy: una nuova era per l’energia solare

Nuovo progetto finanziato dalla Commissione Europea tramite il Programma Horizon 2020 per sviluppare nano-antenne come raccoglitori di energia solare a basso costo. Coinvolta nel NordEst l’Università di Udine.

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progetto greenergy

Molte delle fonti di energia che attualmente in uso hanno bassa efficienza, si basano su risorse non rinnovabili e causano enormi danni al pianeta contribuendo al riscaldamento globale: il progetto GreEnergy propone l’uso della più pulita tra le energie disponibili, il sole. 

Il sole è la risorsa energetica più potente ed abbondante disponibile sulla Terra, e rappresenta una sorgente di energia inesauribile per il pianeta. Tuttavia, secondo quanto riportato dal Joint Research Centre (JRC), ad oggi l’energia fotovoltaica copre solo il 4% dei consumi mondiali, a causa della bassa efficienza dei pannelli fotovoltaici (nel migliore dei casi arriva ai 22-24%), e del loro costo elevato.

L’ambizione del progetto GreEnergy è definire un nuovo paradigma nel campo dell’energia solare. Il progetto prevede di realizzare un prototipo di un nuovo sistema di estrazione dell’energia dal sole attraverso nano-antenne ottiche accoppiate ad un dispositivo ultraveloce di rettificazione e alla carica di un super-micro condensatore. L’obiettivo è dimostrare un’efficienza del 20-40% per rendere questa tecnologia competitiva con l’attuale stato dell’arte. Va inoltre notato che la massima efficienza teorica ottenibile con questo nuovo approccio è molto superiore a quella delle celle fotovoltaiche, lasciando così intravvedere una ampia strada verso ulteriori miglioramenti futuri.

La soluzione innovativa del progetto GreEnergy è a basso costo e potrebbe rivoluzionare completamente il mercato dell’energia, dando vita a nuovi dispositivi elettronici che potrebbero funzionare auto-alimentandosi senza la necessità della connessione alla rete elettrica o ad un alimentatore esterno: potrebbero così nascere dispositivi indossabili, come pure sensori per le infrastrutture, i veicoli o l’ambiente. 

Il prototipo che verrà sviluppato nel progetto GreEnergy finanziato dalla Coammissione Europea tramite il Programma Horizon 2020 costituirà un avanzamento della conoscenza nel campo della conversione dell’energia solare, che avrà ricadute sulle compagnie di distribuzione dell’energia e della produzione di pannelli solari, e con un beneficio globale in termini di riduzione della dipendenza dai carburanti fossili. 

Coordinato dalla Chalmers University of Technology (Svezia), GreEnergy è un progetto interdisciplinare di durata quadriennale che coinvolge otto partner provenienti da 6 stati diversi: oltre alla già citata Università capofila, le Università di AAlto (Finlandia), l’Università Politecnica delle Marche e l’Università di Udine con il gruppo del prof. Michele Midrio del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura, tre SME ad alta specializzazione tecnologica, AMO GmbH (Germania), SCIPROM Sàrl (Svizzera) e Nogah Photonics (Israele) ed un centro di ricerca, IHP – Innovations For High Performance Microelectronics (Germania).

«Con il progetto GreEnergy vogliamo dimostrare che è possibile raccogliere e convertire l’energia solare in maniera più efficiente e a minor costo di quello che si fa al giorno d’oggi – afferma il coordinatore del progetto, prof. Per Lundgren della Chalmers University of Technology -. Riuscire a convertire onde elettromagnetiche alle frequenze ottiche, e ad accumulare l’energia convertita è una sfida enorme, che noi vogliamo vincere affrontando in modo coordinato il design, la progettazione e la fabbricazione delle antenne, del rettificatore e delle nano-batterie. Il risultato sarà un successo senza precedenti che rappresenterà un cambio epocale del modo in cui potremo sfruttare l’energia del sole».

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