Realizzare l’Alta velocità ferroviaria Padova-Bologna

Appello della Cgia di Mestre fatto proprio dalla Lega. Interrogazione di Bitonci al ministero delle Infrastrutture.

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Alta velocità ferroviaria Padova-Bologna

Crescono gli appelli al governo Draghi per migliorare l’infrastrutturazione del NordEst, ad iniziare dalla realizzazione dell’Alta velocità ferroviaria Padova-Bologna che costerebbe circa cinque miliardi, ma dovrebbe essere inserita tra le opere da realizzare con i fondi del “Recovery plan”, in quanto la sua assenza «penalizza il Veneto». 

«L’Alta velocità ferroviaria Padova-Bologna non solo garantirebbe di ridurre di quasi un ora il tempo che attualmente si impiega per raggiungere Roma e Napoli, – afferma Roberto Bottan, presidente della Cgia di Mestre – ma consentirebbe anche la messa in sicurezza di una linea ferroviaria attualmente obsoleta e insicura, visto che su questa tratta ancora oggi insistono tantissimi passaggi a livello». 

Condivide lo scenario sollevato dalla Cgia anche il deputato padovano della Lega Massimo Bitonci che, in un’interrogazione rivolta al ministro delle Infrastrutture Giovannini sottolinea come «l’intervento consentirebbe di mettere in sicurezza una linea obsoleta dal punto di vista delle infrastrutture, eliminando i passaggi a livello, completando un nodo importante nell’alta velocità italiana che oggi vede il NordEst quasi assente, soprattutto nel Triveneto».

Per Bitonci «Padova e Bologna sono i due principali snodi logistici ed economici del NordEst e fungono da porte d’ingresso per l’area del Triveneto e potenziare il collegamento ferroviario tra Padova e Bologna con il passaggio all’alta velocità, oltre a consentire di utilizzare al meglio le potenzialità economiche, turistiche e culturali di queste aree, produrrebbe ricadute positive nell’ambito della mobilità e, conseguentemente, della qualità dell’ambiente». 

Ma non solo: «il potenziamento dell’alta velocità ferroviaria Padova-Bologna favorirebbe un naturale completamento di una più articolata rete di alta velocità dell’intero Paese, consentendo così collegamenti veloci (dimezzando i tempi di percorrenza su una tratta di oltre 100 chilometri per un numero altissimo di collegamenti) anche con il capoluogo veneto e con il resto d’Italia e d’Europa, sostenendo in tal modo la crescita sotto vari profili, siano essi economico sociali che culturali – scrive Bitonci –. La linea servirà un bacino che comprende le regioni del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e dell’Emilia Romagna come collegamento tra il NordEst e Roma, un territorio che complessivamente produce 357 miliardi di euro di Prodotto interno lordo». 

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