Trentino, clamoroso scivolone di Failoni sulla tassa di soggiorno

L’assessore al turismo del Trentino della Lega in Consiglio provinciale invita i turisti che non possono pagarsi la tassa di soggiorno da 1-2 euro al giorno ad andare altrove. Brindano le altre regioni del NordEst.

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tassa di soggiorno
L'assessore al turismo della provincia di Trento, il leghista Roberto Failoni.

Fino a qualche anno fa, c’era una Lega che alla parolatassescattava una reazione automatica di rabbia e di lotta, mentre oggi, almeno in Trentino, le cose sembrano decisamente cambiate, con l’assessore al turismo provinciale, il leghista Roberto Failoni, che nel corso di una discussione in Consiglio provinciale, giunge a replicare ad un consigliere di minoranza che «la tassa di soggiorno la paga il turista, se non può permettersi 1-2 euro in più meglio che non venga in Trentino e vada da un’altra parte». Boom!

Con tutta probabilità, l’uscita dell’assessore che di professione fa l’albergatore – e tra i suoi ospiti affezionati c’è pure il leader della Lega, Matteo Salvini – è stato uno scivolone lessicale dovuto alla concitazione nel rintuzzare alle critiche formulategli dall’ex assessore Dallapiccola. Ma, certamente, si tratta di una dichiarazione che stride decisamente anche con il recente passato della Lega trentina, quando l’attuale presidente della Provincia, quel Maurizio Fugatti allora in minoranza e solitario rappresentante del Carroccio, tuonava proprio contro l’istituzione della tassa di soggiorno, con tanto di uscite ufficiali e dichiarazioni in cui contestava l’effetto negativo sul turismo trentino.

Mentre nella crisi globale in cui versa il turismo anche in Trentino, con una stagione invernale appena conclusa ad incassi zero, con una Pasqua che si chiuderà sulla stessa linea e una primavera estate all’insegna della più totale incertezza, ecco l’uscita dell’assessore trentino che farà felici le altre regioni del NordEst, ben contente di accogliere tutti i turisti che non riescono a pagare la tassa di soggiorno in Trentino. Una posizione che cozza frontalmente anche rispetto alla composizione dell’offerta turistica trentina, dove gli alberghi a 4 e 5 stelle sono una sparuta minoranza, mentre sono decisamente maggioritari quelli a tre stelle, garnì e bed & breakfast, tutte realtà dove si può soggiornare a basso prezzo.

Intanto, mentre il Trentino attende ospiti ad alta capacità di spesa, in Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna si brinda a Prosecco e Lambrusco: quelli che per il ricco Trentino sono sterco, per queste regioni sono autentico oro, soprattutto in questo momento storico di crisi.

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