Demoskopika, la povertà relativa cresce di più nelle regioni del Nord Italia

Le famiglie in difficoltà incidono maggiormente in Veneto, Liguria, Piemonte. La sofferenza economica aumenta nelle regioni “zona rossa” Piemonte, Veneto, Trentino Alto Adige e Liguria. 

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povertà relativa italiani oppressi dalle tasse

Nell’anno della pandemia l’impoverimento delle famiglie ha inciso soprattutto al Nord: questo il quadro che emerge dall’analisi di Demoskopika sulla povertà relativa, uno dei criteri dell’Indicatore della sofferenza economica regionale ideato dallo stesso istituto di ricerche. 

A fronte di un aumento nazionale del 2,1% dell’incidenza delle famiglie con difficoltà economiche nella fruizione di beni e servizi (oltre 369.000), dall’11,4% del 2019 al 13,5% del 2020, sono tutte al Nord Italia le realtà territoriali i tassi più alti: +2,7% in Veneto, +2,4% in Liguria e +2% in Piemonte. Nel Mezzogiorno gli incrementi sono meno rilevanti: in Sardegna è dello 0,5%, in Molise, Abruzzo e Basilicata dello 0,6%. 

Su base regionale, il maggiore aumento di ricorso ai finanziamenti di spesa corrente si è registrato tra le famiglie del Trentino Alto Adige, con 46 milioni di euro in più (+3,4%), seguite da quelle piemontesi con 218 milioni (+2%) e da quelle venete con 171 milioni (+1,7%). Il credito al consumo è calato in sole tre regioni: Basilicata (-1,2%), Molise (-1,1%) e Sardegna (-0,5%). 

La crisi economica legata al Covid-19 è stata maggiore in sei regioni in “zona rossa”: Piemonte, Veneto, Trentino Alto Adige e Liguria emergono per il livello molto elevato di sofferenza economica regionale, misurato dall’indice Iser ideato da Demoskopika. 

Nella valutazione dell’istituto di ricerca sull’impatto della pandemia sui sistemi economici locali, risulta più provato quello piemontese (111,7 punti), su cui pesa soprattutto l’andamento dei prestiti alle imprese, aumentato nel 2020 di oltre 9,2 miliardi di euro (+19% rispetto all’anno precedente). Il Veneto (107,8) sconta in particolare l’incidenza della povertà relativa, con più di 56.000 nuovi nuclei familiari in condizione di forte disagio economico. Su questo triste podio anche il Trentino Alto Adige (107,5), dove si è registrata una crescita del credito al consumo di 46 milioni di euro. Il crollo della natalità imprenditoriale (-21,2%) è invece il fardello della Liguria (106,3 punti), seguita dalla Calabria (104,7), regione con un calo di oltre 23.000 occupati (-4,3%) lo scorso anno. 

In “zona arancio”, con un livello Iser elevato, si collocano Marche, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna e Sardegna, mentre in “zona gialla”, con un indice di sofferenza economica regionale moderatamente elevato ci sono Valle d’Aosta, Sicilia, Molise, Abruzzo e Basilicata. 

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