Formaggi italiani: a gennaio crollo dell’export

Secondo Assolatte il calo maggiore registrato nei paesi extra Ue con -56% negli usa e -26% in Gran Bretagna. 

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Peggio del previsto: le imprese lattiero casearie italiane erano già preparate ad una contrazione dell’export dei formaggi italiani, ma non ad un crollo generalizzato dell’export in ragione del 15% in volume e del 18% in valore registrato a gennaio secondo la rilevazione condotta dall’Istat.

Le dinamiche dei volumi dei singoli formaggi, sottolinea Assolatte, evidenziano risultati negativi generalizzati sui prodotti storicamente più esportati: -31% per Grana Padano e Parmigiano Reggiano, -16% per il Gorgonzola, -39% per il Pecorino Romano. Negativi, seppure di poco, i prodotti caseari principi delle esportazioni: -5% per la mozzarella.

Se nei paesi dell’Unione europea le perdite per i formaggi italiani sono state notevoli (-7,6 i volumi), fuori dai confini europei la contrazione è stata traumatizzante. In fortissima frenata le 2 principali destinazioni extra-UE dei formaggi italiani: Stati Uniti e Regno Unito hanno totalizzato, rispettivamente e in volumi, -56% e -26%. Sono numeri che non lasciano spazio ad interpretazioni, ancor peggiori di quelli registrati lo scorso anno, evidenzia Assolatte.

«Eravamo preparati ad un calo dell’export e avevamo lanciato l’allarme già mesi fa – precisa Paolo Zanetti, presidente di Assolatte – ma i numeri di inizio anno sono peggiori delle previsioni e la preoccupazione per il futuro aumenta».

Il progressivo calo legato alle chiusure dei distributori alimentari e il clima di paura e di sfiducia internazionale hanno cronicizzato la sofferenza dell’export dei formaggi italiani. Un export che assorbe oltre il 40% della produzione italiana di formaggi e che vitale per la sopravvivenza delle aziende e per l’equilibrio della filiera.

«Bisogna far ripartire l’economia anche accelerando le vaccinazioni in azienda. Su questo tema le nostre imprese sono disponibili e organizzate per contribuire con efficienza e in piena sicurezza alla fase vaccinale. Ma è fondamentale che lo Stato investa nell’export agroalimentare e sostenga le imprese che già lo fanno tra mille difficoltà – conclude Zanetti –.  L’export è un asset chiave per la tenuta del sistema latte italiano».

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