Pnrr: al Mims per infrastrutture e mobilità 62 miliardi di euro, il 56% al Sud

Bond: «investire per il completamento dell’autostrada A27 Venezia-Monaco». Bitonci: «10 miliardi per il completamento dell'Alta velocità ferroviaria Brescia-Padova».

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Ammontano a complessivi 62 miliardi di euro gli interventi sulle infrastrutture, sulla mobilità e sulla logistica sostenibili contenuti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) approvato dal consiglio dei ministri. 

Secondo il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili (Mims), Enrico Giovannini, ben il 56% delle risorse (34,7 miliardi di euro) è destinato a interventi nel Mezzogiorno, «segno della volontà del Governo di avviare concretamente politiche per il superamento dei divari tra le diverse aree del Paese. Abbiamo l’occasione di progettare un Paese sostenibile e resiliente con una visione di medio-lungo periodo – commenta Giovannini -. Il Pnrr è solo l’inizio di un processo che prevede investimenti senza precedenti per la costruzione e la riqualificazione di infrastrutture, per la mobilità sostenibile, per rafforzare le imprese e migliorare la qualità del lavoro e della vita delle persone, tutelando gli ecosistemi terrestri e marini».

Rispetto alle risorse previste a legislazione vigente per gli investimenti di competenza del Mims, il Pnrr aggiunge 47 miliardi di euro. Inoltre, nella versione definitiva del Piano le risorse per infrastrutture, mobilità e logistica sono aumentate di 14 miliardi rispetto alla bozza approvata dal precedente esecutivo il 12 gennaio scorso. 

I progetti del ministero si finanziano per 41 miliardi con le risorse europee del programmaNext Generation Eu” (40,7 miliardi) e con quelle del “React Eu” (313 milioni), cui si aggiungono risorse nazionali per quasi 21 miliardi di euro, di cui 10,6 miliardi dal Fondo complementare e 10,3 miliardi dallo scostamento di bilancio. I fondi nazionali perseguono gli stessi obiettivi di quelli europei, ma in alcuni casi finanziano progetti relativi a un orizzonte temporale più lungo rispetto al termine del 2026 imposto dal Pnrr, come il completamento dell’Alta velocità SalernoReggio Calabria, progetto su cui sta sorgendo più di un dubbio circa la sua effettiva convenienza rispetto ad un efficientamento e potenziamento dell’attuale linea ferroviaria. 

I progetti di competenza del ministero riguardano l’estensione dell’Alta velocità ferroviaria e il potenziamento delle reti regionali; il rinnovo dei treni, degli autobus e delle navi per la riduzione delle emissioni di gas serra; gli investimenti per lo sviluppo dei porti, della logistica e dei trasporti marittimi; gli interventi di digitalizzazione per la sicurezza di strade e autostrade; la transizione ecologica della logistica; lo sviluppo della mobilità ciclistica e delle strade provinciali per migliorare la viabilità delle aree interne; la qualità dell’abitare e le infrastrutture sociali; la tutela e la valorizzazione delle risorse idriche. 

Alcuni progetti verranno realizzati in collaborazione con altri ministeri (Transizione ecologica, Transizione digitale, Cultura, Giustizia, Dipartimento per il Sud e la Coesione territoriale) in quanto quattro delle seimissioni” che compongono il Pnrr prevedono interventi di competenza del Mims: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (493 milioni di euro); rivoluzione verde e transizione ecologica (15,8 miliardi); infrastrutture per una mobilità sostenibile (41,8 miliardi); inclusione e coesione sociale (3,9 miliardi). 

Accanto agli investimenti, sono previste importanti riforme di carattere ordinamentale, necessarie per accelerare la realizzazione delle opere del Pnrr e di altri interventi infrastrutturali, a migliorare la concorrenza e l’efficienza del sistema economico. 

La presentazione degli interventi infrastrutturali del Pnrr dà l’occasione al deputato azzurro Dario Bond di rilanciare sul completamento dell’A27 di Alemagna, puntando allo sbocco verso Monaco di Baviera. «Sul Pnrr c’è una fetta enorme per le infrastrutture alla quale va ad aggiungersi un Fondo complementare al Piano che vale circa 30 miliardi di euro, gran parte dei quali saranno destinati proprio agli interventi infrastrutturali. Occorre intervenire allora non solo sulle grandi opere, non esiste solo lo stretto di Messina – afferma Bond -. Se il volto che l’Italia vuole avere dopo questa pandemia è davvero quello di un Paese con un sistema infrastrutturale moderno, sostenibile e capace di accompagnare la ripresa economica, colmando quelle lacune che finora hanno frenato la competitività delle nostre imprese, non solo al Sud, occorre che il Governo intervenga per il completamento di opere minori, ma fondamentali per i nostri territori, la cui progettazione peraltro è già pronta. Penso ad esempio allo sbocco nord, ovvero il proseguimento dell’autostrada A27 in Veneto. E’ fondamentale che il Governo e in particolare il ministro degli Esteri inizino subito ad interloquire con i vicini austriaci per avviare al più presto il cantiere».

Il deputato padovano della Lega, Massimo Bitonci, esprime «soddisfazione per il completamento dell’Alta velocità Brescia-Padova. Grazie alle continue sollecitazioni, interventi, interrogazioni dei parlamentari veneti della Lega, la Tav arriverà fino a Padova attraverso uno stanziamento complementare di 10 miliardi di euro agli investimenti inseriti nel Pnrr. L’inserimento della Brescia-Padova tra gli interventi proposti per la rete ad Alta velocità nel Nord è un risultato importante perché si tratta di un’infrastruttura strategica per il NordEst che risponde alle esigenze di ammodernamento del territorio veneto, vasto e produttivo».

Se l’asse est-ovest dell’Alta velocità prosegue, rimane da completare la “magliatura” della rete in direzione nord-sud, ad iniziare dalla tratta Verona-Bologna e Padova-Bologna che, in caso contrario, verrebbe a creare dei buchi nell’infrastrutturazione della rete, con pensanti svantaggi per la competitività del Nord Italia.

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