Scatta l’allarme rosso per la continua crescita dei prezzi delle materie prime

Rincari generalizzati sia nella filiera alimentare che in quella della trasformazione industriale. Produzione frenata dalla mancata disponibilità di materiali. A rischio il Superbonus 110% per l’edilizia. 

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prezzi delle materie prime

In Italia, in Europa e nel mondo è allarme rosso per la continua crescita dei prezzi delle materie prime che, nel giro di pochi mesi, hanno fatto registrate decise impennate (anche oltre il 50%) accompagnato anche dalla scarsità di taluni prodotti di base indispensabili per tante filiere produttive: dal mobile alla metalmeccanica all’automotive.

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L’allarme prezzi si vede ogni giorno anche al supermercato, con i prezzi dell’ortofrutta schizzati al rialzoper via delle bizze climatiche e anche per qualche speculazioncella da parte dei soliti noti.

Ma a preoccupare maggiormente, specie per un paese trasformatore come l’Italia privo di risorse proprie, è la corsa dei prezzi delle materie prime e la loro accresciuta scarsità specie sui mercati occidentali. Un fenomeno indotto dalla rapida ripartenza della Cina che, in quanto paese che possiede di fatto il monopoliodi gran parte delle materie prime di base, ha drenato dai mercati quantitativi sempre più ingenti di prodotti: dai minerali come cobalto, rame, nickel ai semilavorati come le bande in melaminico indispensabili all’industria dei pannelli in legno ricomposto. Per non dire della scarsità di microprocessori che sta frenando la produzione dell’industria dell’auto e dell’informatica.

In Italia è a rischio anche l’attuazione del Superbonus 110% in quanto, tra la stesura del preventivo, la necessaria acquisizione di tutte le autorizzazioni e l’apertura effettiva del cantiere, passano mesi, periodo in cui i prezzi dei prodotti indispensabili (acciaio, materie plastiche, isolanti, cavi elettrici, tubi, ecc.) hanno avuto una decisa crescita dei prezzi, con il risultato che le imprese non partono se i committenti non rivedono al rialzo i preventivi consegnati. Sempre poi che, a cantiere aperto, i materiali siano effettivamente disponibili.

In questo contesto che assomiglia ad una tempesta perfetta, il rischio è che la ripresa dell’economia reale si fermi prima ancora di partire, mentre l’inflazione è già scattata e, con l’abbondanza di liquidità sui mercati finanziari, potrebbe pure fare esplodere qualche bella bolla – ad iniziare da quella sulle criptovalute– che potrebbe pure riportare tutti quanti allo scenario della crisi finanziaria del 2008.

Ecco come la matita graffiante di Domenico La Cava interpreta la situazione.prezzi delle materie prime

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