Candidati a sindaco: è corsa a dribblare le proposte dei partiti

Sulle spalle dei primi cittadini un eccesso di oneri, rogne e possibili denunce penali a fronte di indennità risicate. Bene i sindaci che si ricandidano per avere il giudizio popolare. 

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Ad ottobre si vota per le amministrative e i partiti sono alle prese con la formazione delle liste e, soprattutto, nell’individuazione dei candidati a sindaco, una carica che sempre più spesso viene dribblata dai vari “papabili” per via degli oneri, rogne e possibili denunce penali che incombono sulle spalle di chi viene eletto a fronte di un’indennità di carica ridotta, spesso inferiore a quella di un sempliceschiacciabottoni” in servizio al Parlamento o in un Consiglio regionale.

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Il sindaco, sia di un paesello di poche anime che di una grande città, è una sorta di parafulmine per tutti i problemi del territorio, cui si deve dare una risposta che spesso non arriva. Vuoi per incapacità degli amministratori, ma più spesso per i vincoli amministrativi e di finanza pubblica, con tantissimi comuni in precari equilibri economici.

Comunque sia, a fronte della difficoltà di trovare nuovi candidati a sindaco da parte dei partiti, ci sono molti sindaci in scadenza di mandato che tentano il bis, come Virginia Raggi a Roma che affronta il giudizio popolaredopo un quinquennio non propriamente da incorniciare: dai problemi strutturali nella gestione dei rifiuti, dell’igiene e decoro urbano, del traffico, della manutenzione delle infrastrutture, dei servizi pubblici che vanno letteralmente a fuoco come spesso capita agli autobus di linea urbana. Una sfida, quella del sindaco capitolino grillino, cui “Lo Schiacciasassis’inchina, specie in confronto ad un’altra donna in politica, come la Dem Debora Serracchiani, fresca di elezione (meglio: imposta dal neo segretario di partito – uomo – Enrico “Stai Sereno” Letta) di capogruppo alla Camera, che da presidente uscente della regione Friuli Venezia Giulia si è ben guardata dello sfidare a viso aperto il suo competitor leghista, Massimiliano Fedriga, che ha letteralmente asfaltato la coalizione di sinistra.

Ma i nuovi candidati a sindaco saranno in grado di dare una svolta alla vita delle città e dei loro abitanti? Probabilmente no e sarebbe ora che la politica prendesse seriamente in considerazione la nomina di una serie di commissari per settori specifici o per tutta la città, sia per raddrizzare singoli settori cronicamente deficitari, sia per risolvere tematiche che risentono negativamente solo dell’incapacità della politica.

Ecco come la matita graffiante di Domenico la Cava interpreta la situazione.candidati a sindaco

Buona Visione.

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