Anche il Trentino rilancia – sbagliando – sui ricchi incentivi alla mobilità elettrica

Fino a 3.000 euro di contributo per un veicolo a batteria che si aggiungono ai contributi dello Stato (8.000 euro) e dei concessionari (2.000) in caso di rottamazione. 

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mobilità elettrica

Anche il Trentino rilancia, sbagliando clamorosamente, sugli incentivi alla mobilità elettrica, nel presupposto errato che i veicoli a sola propulsione elettrica siano il toccasana per la riduzionedell’inquinamento ambientale, quando, invece, le emissioni necessarie per la costruzione delle batterie e dell’energia necessaria per farli funzionare raggiungono livelli decisamente superiori a quelle di un moderno veicolo con motore Diesel a standard Euro6 pieno. Di fatto, il Trentino si limita a spostare a caro prezzo l’inquinamento dalla strada ad altrove, come chi pulisce la casa spazzando lo sporco sotto il tappeto.

Quella della giunta leghista trentina è una scelta che s’allinea alla moda pseudoambientalista – e ciò è un peccato doppio per un assessore all’ambiente e vicepresidente della provincia di Trento, come Mario Tonina – che non è stata capace di resistere alla moda della mobilità elettrica che alimenta solo consumi da parte di chi ha già un’alta capacità di spesa, che spesso acquista il veicolo elettrico solo come seconda o terza auto di famiglia fruendo fino ad 11.000 euro di contributi pubblici: davvero un po’ troppo che il pubblicostatale e localesostenga così munificamente un consumo di lusso, spesso di difficile utilizzo per via della scarsità dei punti di ricarica e, dulcis in fundo, del costo di gestione decisamente più elevato di un veicolo con motore endotermico se si utilizzano gli impianti di ricarica veloci ad alta potenza.

Se Tonina e il Trentino desiderano effettivamente abbattere l’inquinamento da traffico, dovrebbero iniziare a concedere contributi per la trasformazione a gas metano o Gpl delle migliaia di veicoli già in circolazione che non spariranno dalla sera alla mattina nemmeno con i ricchi contributi pubblici oggi riservati all’elettrico. Poi, se effettivamente sapessero interpretare le tecnologie, avrebbero aperto ai contributi pubblici a chi acquista un veicolo con motore Diesel Euro6 pieno, unica modalità di propulsione che al momento – e anche nei prossimi 20 anni almeno – sarà in grado di garantire il minore impatto ambientale possibile, soprattutto se questo viene alimentato con i nuovi combustibili sostenibili a basso tenore di carbonio, prodotti con un elevato contributo di materie organiche rinnovabili provenienti dall’economia circolare, ad iniziare dagli scarti alimentari e vegetali, oltre che dai fanghi della depurazione.

Per chi desidera buttarsi nella sperimentazione delle gioie  – la guida è decisamente piacevole, non c’è dubbio – e nei dolori – a livello di portafoglio e di utilizzo – della mobilità elettrica, ai privati cittadini residenti in Trentino la Provincia regala un contributo di 3.000 Euro per chi rottama il proprio autoveicolo appartenente alla classe ambientale Euro 0, 1, 2, 3, 4 o 5 oppure di 2.000 Euro per chi sostituisce il proprio autoveicolo alimentato a benzina e appartenente alla classe ambientale Euro 4 o 5oppure alimentato a gasolio e appartenente alla classe ambientale Euro 5, a fronte del contestuale acquisto di un autoveicolo cat. M1 elettrico (BEV-battery electric vehicle). Le domande potranno essere inoltrate per via informatica e saranno valide per gli acquisti effettuati da fine febbraio 2021; l’apertura è prevista entro luglio. Il contributo è concesso entro un valore massimo imponibile di acquisto di un nuovo autoveicolo elettrico non superiore ai 50.000 Euro (iva esclusa). L’agevolazione provinciale è cumulabile con gli altri incentivi emanati a livello nazionale.

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