Caso Valduga: la condanna per dolo al sindaco scombina lo scenario politico

La sentenza della Corte dei conti è particolarmente severa e ricostruisce un comportamento preordinato a violare le norme. A rischio la gestione della città di Rovereto. 

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L'avvocato Gloria Canestrini, esponente di Rinascita Rovereto.

S’ingarbuglia ulteriormente la vita politica a Rovereto, seconda città del Trentino, a seguito della dura condanna da parte della Corte dei conti di Trento a carico del sindaco Francesco Valduga, del segretario comunale e della giunta comunale per danno erariale e, soprattutto, per dolo da parte del sindaco.

Il dolo per un amministratore pubblico è una sorta di macigno, visto che non può essere derubricato, come stanno cercando di fare i condannati, ad un errore bagatellare dovuto alla complicazione delle procedure amministrative, reclamando la buona fede dei decisori politici. Per essere accusati econdannati per dolo ai danni dell’amministrazione pubblica serve avere scientemente messo in atto una serie di atti che hanno violato volontariamente le norme. E il dolo accertato in primo grado dalla Corte dei conti è un reato perseguibile penalmente con annessa pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici stabilito dalla legge Severino per un determinato lasso di tempo a carico dell’amministratorepubblico condannato.

«La città è caduta in una situazione molto preoccupante – commenta la capogruppo di RinascitaRovereto, Gloria Canestrini – e in Consiglio comunale dibatteremo sulle conseguenze di questa sentenzasulla vita politica ed amministrativa della città». Per Canestrini, di professione avvocato, «è la condannaper dolo del sindaco a preoccupare maggiormente, perché presuppone una condotta che viola consapevolmente le norme per ottenere un determinato risultato. Non può essere derubricato a un “non sapevo” a una “buona fede” alla “complessità dell’apparato amministrativo” come il sindaco e la giunta condannata stanno penosamente cercando di fare». Anche perché il governo cittadino ed il sindaco Valduga in particolare non può essere certamente ritenuto un tontolone qualsiasi privo di adeguata preparazione culturale ed amministrativa, visto che è un figlio d’arte (suo padre Guglielmo è stato sia sindaco della città che consigliere ed assessore provinciale per molti anni), medico chirurgo di successo e con anni di esperienza politica alle spalle.

«Ad aggravare la posizione del sindaco Valduga e della giunta c’è l’oggetto del contendere, ovvero le procedure di nomina del direttore generale del comune – puntualizza Canestrini -, procedure chiare ed univoche che sono state piegate alla volontà da parte del sindaco di avere alla guida della città proprio quella determinata persona, che da par suo era privaab origine” dei requisiti professionali minimi per accederesia alla selezione che all’assegnazione dell’incarico. Questo è un fatto ormai pacifico e che pone seri problemi di legittimità e di certezza per le decisioni assunte nel passato da un dirigente generale privo dei requisiti e, soprattutto per il futuro, visto che è tutta da dimostrare la legittimazione a mantenerenell’incarico del dirigente in questione in attesa della conclusione dell’iter processuale, peraltro rinnovato periodicamente nel suo incarico non rispettando le norme».

Anche se il sindaco Valduga ha preannunciato ricorso in appello e per concludere tutti e tre i gradi di giudizio contabile serviranno anni, cui va aggiunto anche il procedimento penale, il problema per la cittàdi Rovereto è eminentemente politico: è opportuno o no che l’attuale sindaco così pesantemente bollatodi dolo continui a svolgere la sua funzione, sempre con l’alea del rischio che tutti gli atti posti in essere dal governo comunale possano essere annullati, bloccando ancora più di oggi la vita della città e la ripresadell’economia locale?

«La situazione è oggettivamente complicata e da parte mia – conferma Canestrini – sto seriamente pensando di dimettermi da consigliere comunale per agevolare la fine anticipata di questa legislaturadopo poco più di un anno dalle elezioni. Da parte di tutti gli amministratori comunali serve un atto d’amore disinteressato verso la città che non può che passare attraverso la nomina di un nuovo governo cittadino al di sopra di ogni sospetto».

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