Bankitalia, l’economia del Veneto riparte dalla manifattura

Ancora incertezze sulle previsioni di crescita dell’economia italiana, con la regione più colpita sul fronte del turismo e della cultura.

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economia del veneto

La filiale di Venezia della Banca d’Italia ha presentato il rapporto sull’economia del Veneto con il direttore regionale Emanuele Alagna che ha evidenziato come «una cosa è chiara: in Veneto un ruolo fondamentalenella ripresa lo sta giocando la manifattura, che dopo il blocco dei primi mesi del 2020, ha rapidamente recuperato, sospinta anche dalla forte crescita delle esportazioni. L’industria veneta manifatturiera si conferma un vero punto di forza della Regione».

«Le cose sono migliorate, quest’anno le previsioni di crescita ci sono, ma c’è ancora incertezza. C’è stato un rimbalzo rapido, forse il più rapido delle ultime recessioni, a una crisi diversa, c’è stata una risposta diversa – ha evidenziato Giuseppe Parigi, vice capo della comunicazione della Banca d’Italia ha fornito un quadro sulla situazione economica italiana -. Spiragli di luce, quindi, ma in una strada ancora lunga, anche se il rimbalzo dell’economia c’è ed è brusco».

«Il perdurare del blocco degli spostamenti ha causato una crisi profonda su turismo, trasporti, aeroporti,porti, loro indotto e cultura. In regione il turismo generava l’8% del valore aggiunto dell’economia del Veneto prima della pandemia, oltre la media italiana del 6%. Nel 2020 le presenze si sono dimezzate. Inoltre, la regione ha sofferto la specializzazione favorevole, perché il comparto era specializzato sul turismo internazionale, quindi l’impatto della pandemia è stato particolarmente severo» sottolinea Annalisa Frigo, analista della Banca d’Italia, nell’illustrare lo stato dell’economia veneta.

Frigo ha spiegato dove sono calate le presenze: «soprattutto nelle città d’arte, per due terzi, mentre la montagna ha sostanzialmente tenuto grazie al parziale recupero estivo legato al turismo nazionale». La mancanza di turismo nelle città d’arte ha avuto ricadute negative sulla cultura: «in Veneto – ha ricordato Frigo – c’è una dimensione contenuta, pari all’1% del valore aggiunto, ciò nonostante attiva rilevanti flussi turistici, per gli stranieri “visita di città d’arte e cultura” è la principale spesa. In Veneto gli incassi per spettacoli, parchi tematici, eventi sportivi e mostre sono caduti del 78%. Le assunzioni si sono più che dimezzate, al netto delle cessazioni, sono risultate negative per 1.600 unità».

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