Sanità trentina in crisi di vertice: necessario un rimpasto di giunta

L’attuale assessore alla sanità, la leghista Stefania Segnana, è giunta al capolinea: le opposizioni ne chiedono le dimissioni per i continui fallimenti conseguiti sotto la sua gestione. 

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La sanità trentina è in piena crisi di vertice, sia amministrativo che, soprattutto, politico: l’attuale assessorealla sanità, la leghista Stefania Segnana, è finita nuovamente nelle polemiche per via delle sue modalità di gestione dell’assessorato, che si prepara a fare l’ennesimo valzer dei dirigenti quando, invece, sarebbe necessario un profondo rimpasto di giunta provinciale a metà del percorso di legislatura. Un rimpasto necessario per dare nuovo slancio alla gestione dell’Autonomia speciale, tanto più necessario per assicurare il rilancio dell’economia provinciale dopo quasi due anni di pandemia.

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Le opposizioni (Onda Civica Trentino e PD) hanno chiesto le dimissioni da assessore di Segnana per via dei continui insuccessi registrati dalla sanità trentina – una delle migliori a livello nazionale – registrato sotto la sua gestione politica, una gestione priva di visione, spesso traccheggiante ed indecisa, che si è riflessaanche sui rapporti con gli operatori sanitari in prima linea, tanto da costringere ad un cambio di verticedell’Azienda sanitaria già subito dopo il suo insediamento con le dimissionispintanee” di un dirigente del calibro come Paolo Bordon che è stato subitoacquistato” dalla sanità regionale dell’Emilia Romagna, previa la stesa del tappeto rosso riservato ai fuoriclasse.

Ora, si sta per replicare, con l’attuale dirigente Pier Paolo Benetollo, finito nel tritacarne politico per aver rinnovato l’incarico di dirigente del reparto di ginecologia ad un medico contestato dagli operatori del reparto e, forse, alla base della repentina scomparsa di una giovane professionista che non avrebbe sopportato la “pressioneesistente in reparto. Il fatto di aver riconfermatolegittimamentesenza avere preventivamente discusso la decisione con il vertice politico dell’assessorato, pare all’origine dell’ennesimo screzio tra gli operatori della sanità e il vertice politico, tanto che Benetollo ha offerto le sue dimissioni con il presidente della provincia, il leghista Maurizio Fugatti, che le ha immediatamente date per acquisite, mentre la “suaassessore pare avergli riconfermato la fiducia. Anche qui, delle due, l’una.

Si vedrà nelle prossime settimane se Segnana riuscirà a sfangare anche l’ennesima bordata al suo operato, ma è di tutta evidenza la sua inadeguatezza al ruolo ricoperto, presente già ad avvio del mandato. Il problema per Fugatti e la sua maggioranza di centro destra, sempre più sfilacciata, è la carenza di capitale umano a disposizione. Ora paga la scelta di avere messo in lista alle elezioni del 2018 persone di sua esclusiva fiducia e osservanza, sorvolando su capacità e competenza. Il successo elettorale della Lega rischia di essere un boomerang, perché ora non ci sono i rincalzi per assicurare il giusto, doveroso, indispensabile ricambio, con il rischio di finire dalla padella alla brace.

Ecco come la graffiante matita di Domenico La Cava interpreta la situazione.sanità trentina

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