Legno-arredo: in Friuli Venezia Giulia I trimestre 2021 export a 2 velocità

Bulfoni: «bene l'arredo, male il contract». Preoccupazioni per l’approvvigionamento dopo la decisione russa di bloccare l’export dei tronchi. 

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legno Lagorai val campelle novembre 2009 tronchi tagliati 1

In Friuli Venezia Giulia crescono (+19,6%) le esportazioni di mobili nel primo trimestre 2021 sia rispetto al 2020 sia nel confronto con il 2019 (+8,1%), ma in provincia di Udine, dove il settore contract (arredi per grandi strutture) è predominante, l’export di mobili è invece calato del 15,3% nel rispetto allo stesso periodo del 2019 e del 7,4% rispetto al I trimestre 2020.

Questo il quadro tra luci e ombre e a due velocità della filiera legno-arredo in regione, tracciato dall’Ufficio studi di Confindustria Udine. «Bene l’arredo casa, male il contract per alberghi e turismo» ha commentato in sintesi Fulvio Bulfoni, presidente del Gruppo Legno-Arredo di Confindustria Udine, riunitosi per fare il punto della situazione. «La ripresa economica in corso, favorita dall’avvio della campagna vaccinale e dall’allentamento delle restrizioni – ha continuato Bulfoninon ha ancora esteso i suoi benefici a tutti i settori della filiera legno-arredo. Dal quadro, inoltre emerge che i dati positivi sono generati solo dalle poche aziende regionali più strutturate anche come dimensioni, che hanno il loro core business nel settoredell’arredo casa».

La situazione, secondo Bulfoni, «resta allarmante, se consideriamo che più del 75% delle aziende del comparto del mobile in provincia di Udine è coinvolto direttamente nelle forniture contract». Il presidente ha evidenziato, poi, che «la diminuzione significativa di ordini e commesse che si sta protraendo da oltre 12 mesi in un comparto del manifatturiero nevralgico della nostra regione necessita di una riflessione e soprattutto di risposte celeri e prioritarie per un supporto concreto alle aziende».

Le attese si spostano ora sul II semestre del 2021, «pur sapendo – ha concluso Bulfoni – che il Salone del mobile costituirà soltanto l’inizio del ritorno agli incontri in presenza, da sempre fondamentali per il nostro settore».

Intanto, la decisione del governo russo di bloccare l’esportazione di legno in tronchi sta allarmando il settore, fortemente preoccupato per l’approvvigionamento della materia prima grezza per la lavorazione in Italia, negli ultimi anni legata a doppio filo alle importazioni estere. Questo contesto evidenzia ancora di più la necessità di recuperare e rilanciare la silvicoltura italiana, che è in ottima salute con accrescimento del patrimonio forestale netto negli ultimi decenni, un patrimonio che però è trascurato per i maggiori costi di lavorazione.

Un rilancio del settore forestale italiano potrebbe basarsi su una doppia gamba: da una parte, la manutenzione e cura dei boschi con prelievi mirati e conseguenti rimpianti anche con altre essenze per evitare le monoculture e facilitare la diffusione di parassiti; dall’altro, il recupero a scopo energetico delle ramaglie e degli scarti può consentire una migliore valorizzazione della risorsa legno, limitando le condizioni per l’innesco e la propagazione degli incendi.

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