Draghi e l’incubo dei ministri: ad agosto niente ferie

Patuanelli chiede innocentemente al Premier quando si potrà staccare e l’altro lo gela: “io sono sempre a disposizione”. Difficile dare torto a Draghi: in ballo ci sono il Pnrr e le riforme da approvare. 

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Si si fosse in un asilo, il premier Draghi sarebbe il maestro e i ministri un’allegra brigata di scolaretti discoli che al dovere di fare i compiti preferiscono i sollazzi. Trasposto nella realtà di fine luglio, i ministri mordono il freno per staccare e andare in ferie, ma Draghi non sembra disposto a dichiarare il “rompete le filapronunciando il salvificotutti al mare”.

No: Draghi ha ben presente gli impegni sottoscritti con Bruxelles con il Pnrr e i 209 miliardi di fondi europei da spendere in modo puntuale senza sprechi e, soprattutto, senza arrivare a scadenza con solo mezzi piani effettivamente realizzati. Oltre ad una serie di riformeche non si preannunciano affatto in discesa, ad iniziare da quella sulla giustizia.

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Stante questo scenario, la richiesta fattagli dal ministro all’Agricoltura, il pentastellato triestino Stefano Patuanelli, deve avere irritato non poco il premier, che gelidamente gli ha risposto «io rimango a disposizione». Già a disposizione, ma di chi? Del Paese come dovrebbe essere l’intera squadra di governo in un contesto oltremodo delicato come quello che sta vivendo la Penisola oppure degli aspiranti ministri vacanzieri?

Fin troppo facile capire la piega e pare che dopo l’ardimentosa richiesta di Patuanelli gran parte dei ministri (se non tutti) stiano rivedendo frettolosamente i loro impegni, mandando mogli, amanti, concubine, figli e figliastri pure in ferie mentre a loro tocca continuare a faticare.

Certo, se Patuanelli e compagnia di ministri già con valigia, pinne e ombrellone in mano desiderano godersi il solleone liberi di farlo, previa una bella letterina di dimissioni irrevocabili, non solo da ministro ma pure da parlamentare. Così, avranno tutto il tempo che vogliono per dedicarsi ai loro passatempi estivi preferiti.

Infine, una chiosa finale. Pare che Patuanelli da buon triestino abbia una frequentazione di lunga data con la costa croata. Nulla di male, complice i prezzi più competitivi e il costo dei carburanti decisamente più basso che in Italia. Solo che con la crisi del settore turistico italiano pure Patuanelli farebbe bene a dare il proprio contributo passando le vacanze sul suolo patrio. Sempre che Draghi dia 10 giorni di ferie ai propri sottoposti.

Ecco come la graffiante matita di Domenico La Cava interpreta la situazione.ferie

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