Elezioni 2023 del Trentino: altra falsa partenza per la comunità

Brillano i tramacci personali, nella più totale assenza di un programma politico chiaro e definito. Di Domenico Catalano, già servitore dello Stato italiano. 

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elezioni 2023 del trentino

Seppur con largo anticipo i giochi della politica trentina per le elezioni 2023 del Trentino per arrivare ad aggiudicarsi gli scranni prestigiosi (e ben pagati) del Consiglio provinciale sono iniziati definendo possibili alleanze e potenziali candidati, ma in tutto questo, purtroppo, non c’è nulla di nuovo.

In democrazia, una coalizione si dovrebbe aggregare attorno ad un programma ben definito che abbia come faro luminoso la Costituzione italianache indica chiaramente gli obiettivi primari da raggiungere tra cui, ne cito alcuni, il lavoro quale fondamento della dignità umana; il raggiungimento della pari dignità sociale tra tutti i cittadini e la rimozione degli ostacoli di ordine economico che impediscono l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale della Comunità; la tutela delle autonomie locali e delle minoranze linguistiche a cui bisogna dare significati nuovi ed attuali; l’attualizzazione dell’art.8 della Carta circa la libertà di religione alla luce delle nuove presenze confessionali nella comunità trentina tenendo ben presente che i loro statuti non devono contrastare con l’ordinamento giuridico italiano; la tutela del paesaggio storico ed artistico, lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica.

Le manovre in corso per le elezioni 2023 del Trentino parlano di schieramenti a geometria variabile su persone indicate da non sa chi a guidare quello o quell’altro gruppo per raggiungere la vittoria. Peccato che di programmi non ne parli nessuno.

Un vero leader ci deve dire quali sono i suoi progetti per realizzare quello che la Costituzione indica, favorendo la partecipazione popolare a alla sua proposta di impegno politico, promuovendo assemblee di base per ascoltare i cittadini e realizzando così quello che viene sancito dalla Carta: senza partecipazione popolare non c’è democrazia.

Per ultimo, un pensiero all’Autonomia speciale del Trentino Alto Adige di cui si parla tanto. Non si può parlare di specificità del territorio trentino se poi in questo termine si esauriscono vuoti ed esteriori slogan di cui nessuno ha bisogno. I servizi che vengono erogati sul territorio devono tenere conto di questa specificità e della sua peculiare orografia, non privando le comunità di attività pubbliche essenziali in nome di apparenti risparmi.

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